The Iceman

USA - 2012
3/5
The Iceman
Apparentemente Richard Kuklinski è un uomo dalla vita normale, un tranquillo padre di famiglia che lavora a Wall Street. In realtà, dietro alla sua figura innocente si nasconde un killer professionista al soldo della mafia, soprannominato "l'uomo di ghiaccio" per la freddezza con cui porta a termine le sue missioni. Cresciuto in una violenta famiglia di origine polacca, il giovane Richard ha sviluppato infatti un carattere duro e imperturbabile, con un eccezionale sangue freddo; nel suo intimo, però, desidera una famiglia tutta sua da proteggere e amare, in cui riversare l'affetto che non ha mai ricevuto. E le sue dicotomiche personalità non tarderanno a convivere: a metà degli anni Sessanta sposa Deborah Pellicotti - totalmente ignara delle turpi e brutali occupazioni del marito, che lo renderà felicemente padre di due bambine - e allo stesso tempo entra nel libro paga del boss mafioso Roy Demeo (affiliato alla famiglia Gambino) che lo ingaggia come killer professionista. Arrivano gli anni Settanta e la famiglia Kuklinski ha raggiunto un elevato tenore di vita. Tuttavia, la posizione di Richard nel clan di Demeo - costretto a sua volta a dover riparare a una serie di stupidaggini commesse dal suo braccio destro Josh Rosenthal, che hanno suscitato le ire dei Gambino - inizia a vacillare e ben presto viene messo da parte con l'obbligo di non lavorare assolutamente con altri, pena l'incolumità della sua famiglia. Le necessità finanziarie gli impediscono ovviamente di accettare le intimidazioni e Richard si unisce al 'collega' Mr. Freezy - un killer che opera a bordo di un camioncino di gelati e che ha sviluppato una serie di tecniche originali per uccidere e occuparsi dei cadaveri - dando vita segretamente a una nuova impresa criminale, sempre come sicari a pagamento. Con l'arrivo degli anni Ottanta, però, i regolamenti di conti tra criminali prendono una nuova piega: gli omicidi su commissione vengono impiegati sempre meno e Kuklinski si trova ancora una volta alla disperata ricerca di denaro; in più la sua famiglia è severamente in pericolo. Con questo scenario, il passo falso è inevitabile...
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: romanzo "The Iceman: The True Story of a Cold-Blooded Killer" di Anthony Bruno e documentario "The Iceman Tapes: Conversations with a Killer" di James Thebaut
  • Produzione: EHUD BLEIBERG, AVI LERNER, ARIEL VROMEN PER BLEIBERG ENTERTAINMENT, MILLENNIUM FILMS, UNTITLED ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: BARTER MULTIMEDIA (2015)
  • Vietato 14
  • Data uscita 5 Febbraio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Nessun altro, oggigiorno, avrebbe potuto interpretare meglio l'ambiguo Richard Kukliski, alla luce del sole marito e padre premuroso, nell'oscurità gelido ed efferato sicario al soldo della mafia: Michael Shannon è The Iceman (titolo che riconduce al soprannome con cui i media iniziarono ad occuparsi di Kukliski), freddo e impassibile ma capace di improvvise esplosioni in alcuni momenti topici del racconto. Che prende le mosse dal New Jersey del 1964, quando Kukliski copiava film porno per il sotterraneo mercato nero mafioso, gestito dal boss Roy Demeo (Ray Liotta, eccezionale habitué di ruoli simili), suggestionato dalla spaventosa impassibilità del primo tanto da "promuoverlo" a suo guardaspalle. Arrivano i soldi, la bella vita per la moglie Deborah (la rediviva Winona Ryder, ottima) e le figlie, e insieme a loro un'inaudita escalation di omicidi e atti efferati: fino a che il cerchio non si stringe, le paranoie dei boss aumentano e la sua "menzogna" viene a galla.
Ci ha pensato Ariel Vromen a portare sul grande schermo l'incredibile storia di Kukliski (raccontata da Anthony Bruno nel romanzo "The Iceman: The True Story of a Cold-Blooded Killer" e dal documentario HBO del '92, "The Iceman: Confessions of a Mafia Hitman"), arrestato nella seconda metà degli anni '80, condannato a due ergastoli e morto "misteriosamente" nel penitenziario di Trenton nel 2006, poco prima di poter testimoniare nel processo contro la famiglia Gambino: The Iceman non sfigura di fronte ai classici del genere, la tensione e le atmosfere tipiche del gangster-movie vengono rispettate con doverosa intelligenza, il percorso umano e "professionale" del protagonista seguito con attenzione e senza sbavature.
L'arma in più, però, è ovviamente Shannon, perfetto nell'incarnare l'ambiguità di un uomo senza passioni, segnato da un'infanzia di violenze subite, convinto di non saper far nulla se non uccidere e deciso a difendere ad ogni costo l'unica cosa a cui davvero tenesse: la famiglia. E' davvero impressionante quando in auto "impazzisce" di fronte ad un insulto ricevuto dalla moglie, incontrollabile quando a casa - una volta perso il lavoro - sbotta di fronte alle pressioni di Deborah: eccessi di un uomo abituato ormai da troppo a dissociarsi dal mondo per poter continuare a sopravvivere, uccidendo senza mai pentirsi, regolato da un codice di condotta etico ("non uccido donne e bambini") che lo ha portato ad allontanarsi per sempre dal fratello carcerato, reo di aver ammazzato anni prima una ragazzina di 12 anni: The Iceman "è" Michael Shannon, attore che da Revolutionary Road in poi continua a stupire per la naturalezza con cui affronta personaggi borderline. Senza paracadute, fino allo schianto.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 69. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2012).

CRITICA

"Dietro a 'The Iceman' (...) c'è senza dubbio un consolidato modello di cinema hollywoodiano, dalle pellicole di genere gangsteristico ai noir a opere autoriali come 'Gangs of New York', per non parlare di serie tv tipo 'I Soprano'. Ma Ariel Vroman, israeliano che lavora fra Londra e Los Angeles, ci mette del suo e ricrea nel New Jersey una riuscita cornice d'epoca, giocando su densi chiaroscuri l'ambiguo ritratto di un personaggio diviso in due: tutto amore e spirito protettivo per moglie (la fragile, convincente Winona Ryder) e figlie, tutta lucida freddezza quando uccide. Sceneggiato sulla base di una biografia di A. Russo e di un documentario citato nel finale, il film parte dagli inizi (...) e termina con l'arresto nel 1986, abbracciando l'arco di due decenni e i relativi cambiamenti di costume e di moda con coerenza di stile e senza mai distrarre l'occhio dal suo antieroe. Che giganteggia nella potente interpretazione di Michael Shannon, attore dalla gestualità asciutta e dallo sguardo intenso, capace di convogliare insieme minaccia, indifferenza e dolorosa consapevolezza di un precipitare negli abissi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 febbraio 2015)

"Forse solo gli appassionati di serial killer e di guinness dei primati sanno chi era Richard Kuklinski. Uomo della storia 'nera' USA tra i 60 e gli 80, la leggenda vuole abbia commesso fino a 250 omicidi, molti commissionati dalla mafia italo-americana. (...) È l'israeliano Vromel a riesumare la vicenda dell'efferato polacco newyorkese, confezionando un bio-pic mafia/thriller/drama classico ma non trascurabile, con la punta di diamante di un protagonista perfetto, Michael Shannon. Come il cadavere, il film è rimasto congelato per tre anni, dopo l'apparizione fuori concorso alla Mostra veneziana 2012. Misteri della cine industria tricolore. Per appassionati." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 5 febbraio 2015)

"Piacerà a patto che non chiediate allo script troppa profondità nel descrivere le motivazioni dell'Iceman (l'uomo di ghiaccio). E vi limitiate a godervi la bella confezione (il ruggente New Jersey degli anni 70) e la sostenuta recitazione (Michael Shannon riempie lo schermo, ma anche gli interpreti di contorno sono grandiosi, da James Franco a Chris Evans e Ray Liotta)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 febbraio 2015)

"Crede che l' affettuoso marito duplichi i cartoni Disney, l'ingenua Deborah. Invece il polacco naturalizzato Richard Kublinski distribuisce film porno e, soprattutto, èunkiller al soldo di un boss. Arrivano due figlie, ma lui per quasi vent'anni proseguel'attivi-tàbis. Sarà di ghiaccio ïlprotagonista, l'attonito Michael Shannon, però è gelido anche il film, ispirato a una storia vera. Ecco forse spiegato perché sia stato sdoganato dopo tre anni dalla Mostra di Venezia 2012." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 febbraio 2015)

"Anatomia di un killer fuori dall'action di genere, dentro la storia vera di Richard Kuklinski detto Iceman, che tra i '60 e gli '80 lavorò per boss criminali. Da una parte gli omicidi comandati, dall'altra la famiglia, la doppia vita ispira un pedinamento realistico delle mosse di Kuklinski, nella fatica e nella presunzione di restare salvo. A Shannon la regia affida i tempi interiori della cupa dissociazione. A colpi netti di montaggio risaltano la brutalità, la solitudine, la follia." (Silvio Danese', 'Nazione - Carlino - Giorno', 6 febbraio 2015)
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