Streghe verso nord

Streghe verso nord
In un mondo parallelo al nostro le cose e le persone hanno poteri soprannaturali. Le streghe esistono, sono belle e attraenti e cercano di fare il loro "lavoro" al meglio. Gallio e il più giovane Teo sono disinnescatori di streghe che neutralizzano portandole verso nord dopo averle tramortite con una testata. Teo è innamorato di sua cognata, avvocato divorzista in carriera, che è una strega "suprema" infiltrata nella sua famiglia proprio per renderlo inoffensivo. Gallio insegnerà a Teo come resisterle e uscire vincitore.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CECCHI GORI GROUP
  • Distribuzione: CECCHI GORI
  • Data uscita 16 Novembre 2001

CRITICA

"Un'allegra combriccola per una mesta cerimonia. Un comico televisivo al cinema. Il solito. Un altro. Mammucari Teo, felicemente aggregato e star di punta delle 'Iene', è uno dei 'disinnescatori' di streghe, facile ma non banale contaminazione tra i ghostbuster delle presenze demoniache e i 'men in black' degli extraterrestri. L'idea è imbarazzante: ognuno di noi ha una strega che lo occupa, lo segue, lo consiglia. (...) Provate voi a dare un senso, una ragione a tutto questo. E continuate a seguire Mammucari in tv. Scrive e dirige Giovanni Veronesi, e non sappiamo proprio dire se dovrebbe soltanto scrivere o soltanto dirigere". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 7 dicembre 2001)

"Fin dai primi film, Veronesi ha dato prova di un'inclinazione al soprannaturale che però resta di pura superficie. Nella cornice di una Roma fotografata realisticamente da Toni Canevari, i personaggi di 'Streghe verso nord' sono quelli tipici di una svagata commediola sentimentale. Doppiato con accento meridionale, il disinnescatore Sorvino somiglia troppo al produttore di serie B che finge di essere. Benché simpatico, il televisivo Mammucari non è abbastanza attore da risultare davvero intrigante o decisamente comico. La Seigner si ripete nel ruolo congeniale di bella malefica, però quando dietro la macchina da presa non c'è suo marito Polanski è tutta un'altra cosa". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 novembre 2001)
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