Signori si nasce

ITALIA - 1960
Pio e Ottone Spinelli sono fratelli, ma non è possibile immaginare due persone più diverse tra loro. Mentre Pio gestisce una fiorente sartoria di abiti talari, Ottone, inveterato playboy, ha sperperato negli anni tutta la sua parte di eredità e ora si trova nei guai. Infatti ha appena falsificato la firma di suo fratello su una cambiale e non ha un soldo in tasca per estinguere il suo debito. L'ultima speranza di Ottone è farsi prestare i soldi dal fratello, promettendogli di cambiare vita. Quando però Pio lo sorprende con un'attricetta che sta cercando di sedurre promettendole di finanziare uno spettacolo a cui lei parteciperà, ad Ottone non rimane che mentire. Racconta perciò al fratello che la ragazza in realtà è sua figlia, frutto di un amore sfortunato. Pio si commuove, ma i guai sono appena iniziati...

CAST

NOTE

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI INCIR - DE PAOLIS.

CRITICA

"Mattoli, regista da lungo tempo sulla piazza, ci riporta (...) al cinema prebellico, quello tiato via, per nulla ambizioso, ignaro dei buoni usi della cultura. (...) L'invenzione è scarsa (...) lo spirito da sottoscala. Chi salva un pochino lo spettacolo è il duo Totò-De Filippo. Non ci dicono nulla di nuovo, ma le macchiette (...) hanno smalto, colore, vivacità meridionale" (Pietro Bianchi, "Il Giorno", 29 aprile 1960).

"Anche se probabilmente non si tratta di uno dei migliori film di Totò, non mancano certo sequenze esilaranti e particolarmente riuscite visto l'affiatamento e l'intesa raggiunta dai due attori in tanti film." (Guida tv).

"Il dato più singolare del film è l'ambientazione ai primi del '900. Per il resto, comicità di routine affidata alla bravura della coppia collaudata Totò - De Filippo. Insomma, da qualche parte nel mondo qualcuno riderà." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv').

"Sembra una farsa degli anni '30: invenzioni scarse, dialoghi banali, umorismo un po' pecoreccio. La ravviva il duetto dei due comici con macchiettoni che hanno colore, vivacità meridionale, molta arguzia." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette').
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