Sesso e volentieri

ITALIA - 1982
"La principessa e il cameriere": dopo essere riuscito a raggiungere una bellissima principessa, il cameriere viene continuamente disturbato nelle sue prestazioni amorose dalle guardie del corpo della stessa.

"Lady Jane": durante la cena in un ristorante, soffrendo di petomania, la moglie d'un ministro provoca imbarazzanti situazioni. Un suo corteggiatore cercerà di toglierla dai guai.

"Domenica in": molti telespettatori, tra i quali una giovane coppia, restano "incatenati" con le mani sopra la testa da un mago a causa di una mancanza di corrente che impedisce la liberazione. Poi si vendicano sul mago.

"Il macho": un giovanotto corteggia il marito d'una giovane signora; egli scopre, suo malgrado, di non essere disinteressato al caso.

"La nuova Marisa": una giovane vedova va ad abitare nell'appartamento lasciato libero da una donna squillo. Dopo le prime reazioni, accetta ben volentieri di sostituirla nel lavoro.

"Radio taxi": una centralinista telefonica usa l'accento professionale nel parlare anche con il marito, che, disperato, si suicida.

"Rasoio all'antica": un cliente corre pericolo di rimetterci la gola, servito da un barbiere geloso che s'infuria con l'amante.

"Armanda e il violinista": Giacomo, impenitente dongiovanni, finge di essere un povero suonatore di violino per raggiungere nuovamente una sua antica amante. E ci riesce.

"L'avventura": uno sconosciuto circuisce una giovane donna, che all'inizio non cede, ma poi capitola.

"Luna di miele": in un lussuoso albergo, una giovane coppia è circuita da un sedicente sceicco arabo, che sfrutta la dabbenaggine dei due colombi.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO
  • Produzione: PIO ANGELETTI E ADRIANO DE MICHELI PER INTERNATIONAL DEAN FILM, FULVIO LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM
  • Distribuzione: DLF - DOMOVIDEO, SKORPION ENTERTAINMENT

CRITICA

"Tanti, tanti raccontini come s'usava una volta e come Risi sapeva raccontare una volta. Adesso non più. Restano la superficialità, la volgarità, l'approssimazione, l'ovvietà degli spunti e della realizzazione, spesso e volentieri." (Segnocinema)
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