Senza pelle

ITALIA - 1994
Senza pelle
Gina, impiegata alle poste, convive con Riccardo, autista dell' ATAC, dal quale ha avuto un bimbo di 4 anni, Enrico. Improvvisamente Gina riceve una lettera d'amore da un certo Saverio e poi telefonate insistenti. Gina nasconde il fatto a Riccardo, ma questo scopre le lettere e Gina fatica a rassicurarlo sulla sua fedeltà. Poiché Saverio infila addirittura le lettere sotto la porta di casa e lascia un numero telefonico, Riccardo risale all'indirizzo di questi: affronta il giovane, che è uno psicopatico, ma la madre chiama la polizia che diffida Riccardo. Gina, dopo un incontro con la madre di Saverio, inizia a parlargli, e anche Riccardo, finisce per aiutarlo. Gina convince Urbano, proprietario di una serra, a farsi aiutare dal giovane. Un giorno Gina passa dalla serra, e Saverio le chiede un bacio: in un momento di debolezza e di pietà, la donna cede, ma, influenzata anche dalla bellezza, dalla dolcezza e dalle splendide poesie che il giovane le dedica, si lascia andare, per pentirsi subito poi di fronte allo choc emotivo di Saverio. Per sottrarla ad una situazione insostenibile Riccardo la porta al mare. Disperato per la perdita di Gina, Saverio ha una crisi e distrugge la serra. Arrestato, viene ricoverato in ospedale e ospitato in una comunità terapeutica dove un bigliettino gli cade accanto: è una ragazza del centro che gli lancia un messaggio di affetto e di speranza.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: RODEO DRIVE, ISTITUTO LUCE, RAI
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (1994) - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1994.

- DAVID DI DONATELLO 1995 PER MIGLIORE SCENEGGIATURA.

CRITICA

"Saverio è un "senza pelle", come lo definisce la psicologa che lo ha in cura: è cioè trasparente, subisce senza mediazioni gli stimoli dall'esterno, la grazia di Gina, che lo spinge a scrivere poesie bellissime e a mandare meravigliosi cesti di fiori, e la sensualità delle modelle di biancheria intima su una rivista, che stimolano invece la sua sensualità negata dalla situazione psicologica e familiare. La madre cerca di aiutare questo figlio come può, ma confida soprattutto sul trattamento farmacologico, mentre il giovane avrebbe bisogno di ben altro. Gina e Riccardo riescono a far vivere Saverio, per un magico intervallo di tempo, in cui il farmaco chimico sembra soppiantato felicemente dal calore umano, circondato dall'affetto, dalla comprensione, e la magia sembra avere il sopravvento sui fantasmi di una mente in bilico. Ma basta un errore della donna, una involontaria spinta emotiva per precipitare di nuovo il giovane nel vortice di sofferenza che riesce ad esprimere solo con animaleschi mugolii. Il regista sembra suggerire, dopo aver fatto intravvedere un clima familiare favorevole come aiuto valido, la comunità terapeutica come soluzione tutto sommato più equilibrata. Ma resta il dubbio: avrebbe potuto Saverio liberarsi dalla fase acuta dell'innamoramento per instaurare con Gina e Riccardo un rapporto di amicizia, o la situazione sarebbe comunque evoluta verso una crisi? Il film lancia questo, e tanti altri interrogativi, sui quali una situazione sociale molto più diffusa di quanto si creda è chiamata ogni giorno a rispondere." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 117, 1994)
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