Salt

USA - 2010
3/5
Salt
Evelyn Salt, un agente della CIA che ha giurato sul suo onore di servire la patria, viene accusa da un disertore di essere una spia russa sotto mentite spoglie. Per dimostrare di essere fedele ai principi per i quali ha giurato, evitare la cattura e al contempo proteggere suo marito, Evelyn, forte della sua esperienza e dei suoi contatti, inizierà una fuga rocambolesca...
  • Altri titoli:
    Edwin A. Salt
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: COLUMBIA PICTURES, DI BONAVENTURA PICTURES
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 29 Ottobre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti

L’agente CIA Evelyn Salt (Angelina Jolie) è accusata di essere una spia russa dormiente; i colleghi si dividono sul darle o meno fiducia, e a lei non rimane che agire, per chiarire la propria posizione e liberare il marito rapito. Dopo poche scene riesce in una fuga impossibile e inizia a correre, e non smetterà fino alla fine del film, affrontando ogni ostacolo con una violenza senza freni, fabbricando bombe artigianali e uccidendo con facilità (eppure rischia la vita per salvare il suo cagnolino). Sospeso in questo modo ogni giudizio morale sulle sue azioni, l’attenzione si può spostare su interrogativi più ghiotti: sarà o no una spia? Adesso da che parte sta? Chi è realmente?
Ottimo l’impianto della tensione: l’uso quasi subliminale della prima scena, in cui la protagonista è prigioniera in Corea del Nord e giura di non essere una spia – ma le immagini successive dimostrano il contrario – è molto interessante, come pure è innegabile l’effetto spiazzante dei flashback, che illuminano squarci di passato capaci di generare, se possibile, ancora più dubbi. Meno riuscita la struttura action, con troppe scene – seppur ben fatte – tenute insieme da motivazioni ingenue, se non lontane dal buon senso.

NOTE

- JEFFREY J. HABOUSH, WILLIAM SAROKIN, SCOTT MILLAN, GREG P. RUSSELL SONO STATI CANDIDATI ALL'OSCAR 2011 PER IL MIGLIOR MISSAGGIO SONORO.

CRITICA

"Sugli schermi arriva 'Salt', un thriller che prende spunto dal tema della cellula spionistica 'in sonno', risvegliata al momento opportuno per sferrare un attacco ferale all'antico nemico, mai diventato veramente amico. (...) Le imprese di Angelina sfidano tanto le leggi di gravità che della credibilità, la logica va a farsi benedire e tuttavia l'australiano Phillip Noyce tiene bene in pugno il carosello, senza dare modo allo spettatore di prender fiato e fermarsi a riflettere. E poi c'è la presenza incisiva della Jolie: una delle pochissime attrici (insieme a Milla Jovovich e Sigourney Weaver) in grado di tirare pugni e uccidere restando convincente e fascinosa; e di conferire a un'eroina da fumetto un'intensità dolorosa di personaggio tragico. Nel finale aperto è una donna cui è rimasto il solo conforto della vendetta, rimandata alla prossima puntata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 29/10/2010)

"Salta fisicamente per evitare di essere uccisa e forse salta da una coalizione all'altra facendo il doppio gioco. Ancora una spia in grande difficoltà con il suo stesso paese. E' ormai una costante di tempi poco patriottici figli di un relativismo politico che tradisce i guerrieri non convenzionali di un governo. Almeno al cinema. (...) Tutto questo stress e Angelina Jolie è sempre splendida, divina, altera, distaccata, di una bellezza sovrumana. Insomma, il film è brutto perché lei è troppo bella. Anche quando la picchiano a sangue. Perché dovremmo provare qualcosa per lei?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29/10/2010)

"Storia da guerra fredda, film di cui non si sentiva la mancanza."(Alberto Crespi, 'L'Unità', 29 ottobre 2010)

"Grande attrice Angelina Jolie non Io è mai stata, ma così inespressiva non l'avevamo vista mai. Un film di azione pura e dura 'Salt' avrebbe potuto guadagnare punti grazie al carisma della mattatrice, ma ritrovandosi nell'obiettivo una specie di poster animato deve rifugiarsi nei toni smargiassi e fracassoni di routine. (...) Lontana purtroppo mille miglia non diciamo da James Bond, ma anche da Nikita." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 29 ottobre 2010)
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