Qualcosa di cui... sparlare

Something to Talk About

USA - 1995
Qualcosa di cui... sparlare
Grace King Bichon vive con il marito Eddie e la figlia Caroline nella fattoria di famiglia, nel sud degli Stati Uniti. Il padre, Wyly, è un testardo e orgoglioso allevatore di cavalli da corsa e la madre Georgia lo adora; la sorella Emma Rae ha un carattere ribelle, ma lega molto con Grace. Finché un giorno per caso, accompagnando Caroline a scuola, Grace vede suo marito baciare un'altra donna. Lo choc è grande, e Grace affronta il fedifrago in un club, dove lui sta concludendo un affare con alcuni amici, in compagnia dell'amante, e fa scoppiare uno scandalo. La madre tenta di minimizzare, ma Grace è inflessibile, ed è spalleggiata dalla sorella che malmena Eddie venuto a scusarsi. Anche un'amica del comitato in città confida a Grace di aver avuto una storia con Eddie, il che esaspera ancor di più la donna che fa un'altra scenata. La zia sobilla Grace affinché serva una cena semiletale a Eddie, che va a finire all'ospedale, e chiede il divorzio mentre Georgia, saputo di essere stata tradita dal marito, gli impedisce di rientrare in casa. Eddie intanto contatta un avvocato per il divorzio, ma poi, al pensiero di dover mettere in difficoltà la moglie, verso la quale si sente in colpa, soprassiede. In un momento di sconforto Grace tenta di avere un rapporto con Jamie Johnson, lo stalliere, ma capisce che non è possibile e l'uomo dal canto suo si mostra comprensivo. La consola la vittoria di Caroline in una gara ad ostacoli, cui assiste il padre, affezionatissimo alla piccola. Wyly, che ha litigato la sera prima col dottor Lewis, vecchio corteggiatore della moglie venuto a visitare la zia malata, arriva terzo nella corsa ad ostacoli e Hank, il fantino imposto da Grace, vince col cavallo che Wyly voleva eliminare. Al ballo di festeggiamento per la vittoria Eddie e Grace ballano insieme: la pace alla fine è fatta.
  • Altri titoli:
    Grace Under Pressure
    Kings of Carolina
    Sisters
    Game of Love
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Produzione: ANTHEA SYLBERT, PAULA WEINSTEIN PER SPRING CREEK PRODUCTIONS, WARNER BROS. PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. - WARNER HOME VIDEO (GLIS CUDI)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1995.

CRITICA

"Torna a casa, Lasse (Hallström). Al suo terzo film Usa, il regista svedese sposa la causa degli americanissimi film pieni di sentimenti floreali, vegetali e alimentari, stile 'Fiori d'acciaio', 'Pomodori verdi fritti' o 'Mystic Pizza'. Gli ingredienti son sempre quelli: l'America tradizionalista del Sud, uomini mascalzoni o pater familias, generazioni di donne accondiscendenti che esitano a farsi valere, famiglione ingombranti, vecchie zie, cavalli e comitati benefici, maschile e femminile rigorosamente confinanti in rigide attitudini sociali." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 20/11/95)

"Ora sorridendo (il tono, spesso, è quello della commedia), ora con venature amare: un po' come in 'Fiori d'acciaio', se si vuole, un film cui questo di oggi riesce spesso a far pensare. Coadiuva gli impegni del regista, la fotografia del suo grande connazionale Sven Nykvist, capace non solo di ridurre ma addirittura di ricreare e sublimare la luce del Sud, riverberandola, poi, con chiaroscuri pittorici, su tutti i personaggi. A questi danno vita degli interpreti di qualità sicure, a cominciare da Julia Roberts nei tormenti ma anche nelle disinvolture di Grace. Il marito che tradisce è Dennis Quaid, i genitori sono Robert Duvall e Gena Rowlands." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 12/11/95)

"L'intenzione di Lasse Hallström era quella di proporre una commedia brillante e sofisticata: ma la vicenda suona sempre falsa, i momenti sentimentali troppi e troppo melensi, i caratteri sono stati lasciati fuori dall'uscio, la confusione la fa da padrona. E Julia Roberts alle prese con un personaggio sfaccettato e complesso si rileva impreparata e inadeguata anche perché è a confronto con due vecchi marpioni come Robert Duvall e Gena Rowlands. Con i sorrisetti e i tic si può essere una graziosa diva, non una interprete." (Vittorio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 2/11/95)
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