Pianeta venere

ITALIA - 1974
Matteo Bianco, figlio di un ricco borghese, ha perduto un occhio in guerra. Nel '43 rientra dal fronte e trova la situazione politica in evoluzione. Si associa per calcolo ad un gruppo partigiano comunista e viene impegnato come docente nei corsi di formazione politica del partito. Un giorno, per le vie di Roma, incontra una bimba di nome Amelia che gli racconta la sua storia: una storia di pene e di frustrazione conseguenti all'ambiente conformista in cui è costretta a vivere. I due si incontrano nuovamente dopo alcuni anni. Matteo è un dirigente del partito, Amelia giovane impiegata ha già avuto le prime incresciose esperienze con il suo capoufficio. I due decidono di avviare una relazione: Matteo, che non vuole compromettere la sua reputazione di uomo politico, non la accetta in casa, ma la costringe a vivere in un appartamentino. Col tempo la situazione tra i due si fa pesante; aborti, incomprensioni, scenate in serie. Lei, pur di averlo come marito, gli dona uno dei propri occhi. Operazione matrimonio, cambia la cornice, ma il rapporto rimane immutato: Matteo è un burocrate, tutto preso dai problemi del partito. Amelia ha la sensazione che neppure nel sistema politico marxista ci sia spazio e dignità per la donna. Delusa di tutto e di tutti, abbandona Matteo per essere, pur nella solitudine, pienamente se stessa.

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