Pazza

Nuts

USA - 1987
Pazza
Claudia Draper, una prostituta proveniente da famiglia benestante, è accusata di omicidio e rischia 25 anni di carcere. Al fine di salvarla dalla pesante condanna, la famiglia si affida a un valente legale, senza risparmiare spese, pur di farla dichiarare incapace di intendere e di volere e farla internare in un istituto di psichiatria, dal quale potrà invece uscire dopo pochi anni. Ma la ragazza si sbarazza con violenta ribellione del forbito difensore, e viene affidata ad un avvocato d'ufficio, Aaron Levinsky il quale intuisce - dietro il contegno ostico dell'indesiderata cliente - un'intelligenza acuta e la capacità di collaborare alla propria difesa. Claudia lo fa a prescindere da ogni possibile cavillo giudiziario, solo svelando dolorosamente, con disperata causticità, lo scabroso entroterra familiare dai toni freudiani nel quale è maturata la sua squallida scelta di vita, e le intollerabili pretese del cliente che scatenò la sua micidiale reazione di difesa.
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: Dal lavoro teatrale di Tom Topor
  • Produzione: BARWOOD FILMS MARTIN RITT
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1988) - WARNER HOME VIDEO (MINI SCUDI)
  • Vietato 14

CRITICA

"Dramma giudiziario costruito come le regole dei cineteatri comandato in un'esatta miscela di grave e leggero. Recitato benissimo. Si mette dalla parte giusta, denuncia l'ipocrisia, sbeffeggia la psichiatria ufficiale." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

"Ispirato a una sorta vera, il film di Ritt parla di ben noto linguaggio del cinema processuale, che dal punto di vista narrativo non ha più molto da dire. Gli attori, però, salgono in cattedra e vincono la battaglia." (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)

""Pesante melodramma giudiziario del veterano Martin Ritt, girato quasi per intero in tribunale con linguaggio alla Perry Mason (vostro onore, obiezione, accolta, eccetera) che punta il dito contro l'ipocrisia borghese. Barbra Streisand si agita per due ore, facendo di ogni intervento una scena madre: ma siamo sicuri che non sia davvero pazza? (Massimo Bertarelli, Il Giornale, 3 maggio 2005)
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