Paolo il caldo

ITALIA - 1973
Cresciuto in una famiglia in cui, da sempre, tra i maschi si perpetua la tradizione di arroganza e gallismo, da cui si è astenuto solo suo padre, uomo di idee socialiste, il giovane barone catanese Paolo Castorini , compiuti i venti anni, mostra di voler seguire l'esempio del nonno e dello zio, dongiovanni impenitenti. Sconvolto dal suicidio di suo padre, e dalle sue ultime parole, egli decide, per uscire dal cerchio in cui è imprigionato, di trasferirsi a Roma, dove si trova lo scrittore Vincenzo Torrisi, suo amico e compagno di bagordi. Nella capitale, riprende la vita di sempre, avviando una serie di avventure con la spregiudicata Lilia, con una principessa, una sartina, una militante comunista. Tornato a Catania per la morte della madre, decide di sposare la graziosa ed ingenua nipote di un farmacista. La moglie, conscia di non riuscire ad essere la donna che vuole, lo abbandona. Solo e disperato, irrimediabilmente schiavo del piacere, incapace di ripristinare il dominio della ragione e di seguire i consigli paterni, Paolo sa di essere condannato, come i suoi squallidi parenti a vivere una vita di solitidine.
  • Altri titoli:
    Ce cochon de Paolo
    The Sensuous Sicilian
    The Sensual Man
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Vitaliano Brancati
  • Produzione: MEDUSA DISTRIBUZIONE, ATLANTICA CINEMATOGRAFICA PRODUZIONE
  • Distribuzione: MEDUSA - GENERAL VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.

CRITICA

"La trasposizione cinematografica del romanzo incompiuto di Vitaliano Brancati narra la storia di un erotomane che, incapace di risolvere il conflitto tra i sensi e la ragione, è destinato a rimanere per sempre schiavo dei primi. Anziché porre l'accento sul dramma esistenziale del personaggio - alla cui sofferenza, quando s'accorge di non poter tornare indietro, il film riserva appena le ultime scene - il regista si è affidato a una puntualizzazione tutta esteriore dei fatti. ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
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