Nevermind

ITALIA - 2018
2/5
Nevermind
Le vite di cinque persone vengono stravolte da accadimenti sconcertanti e paradossali. Un avvocato con una deplorevole abitudine; una baby sitter alle prese con un nuovo inquietante lavoro; un vecchio amico d'infanzia dal torbido presente; un cuoco con un desiderio inconfessabile e uno psicologo perseguitato da un carro attrezzi. Cinque storie legate da un fil rouge di follia e aberrazione umana, che porterà i protagonisti a scelte estreme e imprevedibili. Come diceva Aristotele, "se c'è una soluzione, perché ti preoccupi? E se non c'è una soluzione, perché ti preoccupi?"
  • Altri titoli:
    Nevermind, strano ma vero
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.39)
  • Produzione: DANIELE TOMASSETTI, FABIO TOMASSETTI PER PRODUZIONE DÉJÀ VU PRODUCTION, IN COPRODUZIONE CON MINERVA PICTURES, MONKEY KING PICTURES
  • Distribuzione: MINERVA PICTURES (2019)
  • Data uscita 1 Agosto 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Eros Puglielli dirige un film episodico, Nevermind, di quelli “vecchio stile”, à la Manuale d’amore, ma su un tema differente. La vita dei personaggi dei quattro episodi, legati da coincidenze professionali, sentimentali, d’amicizia o d’affetto, è governata dal caos e il regista non potrebbe essere più chiaro, su questo punto.

Un piccolo incidente mette in moto una serie di eventi che ci accompagnano, aneddoto dopo aneddoto, fino alla fine. “Ho usato”, dice Puglielli, “un espediente tipico di Bunuel”: il comprimario di un episodio diventa protagonista del successivo. Ma non è sempre riuscito, talvolta il meccanismo è più artefatto di quel che si vorrebbe far trasparire (il primo racconto, ad esempio, è stato girato mesi prima e separatamente dagli altri, cui si lega con un coup metanarrativo).

Il nutrito cast (Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, Massimo Poggio, etc.) fa il suo onesto lavoro, sfruttando da una parte la comicità tipicamente italiana del proprio DNA, dall’altra le atmosfere grottesche dipinte dalla sceneggiatura, dello stesso regista in coppia con Giulia Gianni.

nevermind

Ne viene fuori un film a episodi atipico, indubbiamente originale, eppure depotenziato nel suo effetto drammatico e drammaturgico. L’ultimo quarto (con Sartoretti protagonista) è il più climatico, segno dello sforzo di strutturare i diversi momenti secondo una struttura contenitrice che aspira a, e tenta di, farsi contenuto.

A maggior ragione, tuttavia, si percepisce la mancanza di un approfondimento che si è deliberatamente, beninteso, scelto di evitare ma che, forse, avrebbe premiato le scelte coraggiose di Puglielli. Così, quest’ultime restano allo stadio larvale di esagerazioni paradossali, tabù, idiosincrasie e parafilie gettate nella mischia con la nonchalance di chi non deve spiegarle né cementarle.

Al di là della scelta stilistica e, perché no, di target e pubblico, se l’intento è quello di descrivere, attraverso la lente di una follia ipocrita e ingenerosa il mondo reale, uno strumento efficace per farlo è una storia realistica.

NOTE

- COPRODUTTORI: GIANLUCA CURTI, ANTONIO MUOIO, EROS PUGLIELLI, DANILO ACITORIO, RICCARDO MANCINI.

- IN PROGRAMMA NELLA SEZIONE 'PANORAMA ITALIA' DELLA XVI EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2018), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

CRITICA

"Mamma mia, che guazzabuglio incomprensibile. Un avvocato ama mettersi, tra le altre cose, le caramelline nelle mutande e poi offrirle agli ospiti; una baby sitter deve accudire un bimbo che non esiste; un cuoco fa scomparire, con il pensiero, un rivale. Sono alcune delle stravaganti «trovate» di questo strampalato film, diretto da Puglielli (quello del già deludente Copperman), dalla lunghezza imperdonabile. Da evitare, come i dolcetti di cui sopra." (A.S., 'Il Giornale', 25 luglio 2019)
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