Nemiche per la pelle

ITALIA - 2016
Due donne opposte per temperamento e stile di vita, controllata e attenta al sociale l'una, Lucia, rapace e senza peli sullo stomaco l'altra, Fabiola, si ritrovano da sempre a condividere, loro malgrado, qualcosa. All'inizio condividono, o meglio si litigano l'amore e l'affetto di Paolo, ex marito di Lucia e attuale marito di Fabiola, ma alla morte del malcapitato e suddetto Paolo si ritroveranno a condividere qualcosa di ancora più sconvolgente: un piccolo Paolo. Lucia e Fabiola, ambedue inadeguate alla maternità, animate inizialmente dall'antico astio e da mere questioni ereditarie, iniziano così un viaggio dentro se stesse e dentro questa maternità tardiva e inattesa. Proprio quando il piccolo Paolo comincia a far breccia nei loro cuori, viene loro sottratto. Lucia e Fabiola saranno allora costrette per la prima volta ad unire le forze, passare del tempo insieme e scopriranno, oltre tutte le evidenti differenze, qualcosa che, forse, al fondo le accomuna. Riusciranno queste due improbabili donne, ormai amiche, a ottenere l'affido del piccolo Paolo?

CAST

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON IMPREBANCA, PECCI FILATI, COIS (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT); CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

CRITICA

"Anche se non fosse noto che Luca Lucini è un affermato pubblicitario, oltre che regista «sofisticato», sarebbe chiaro dalla nuova commedia inter familiare che a sei anni di distanza da 'La donna della mia vita' si sfoga ancora contro gli affetti casalinghi. (...) Il soggetto che conserva per dopo un lato action ha infatti la determinazione di una campagna marketing in cui tutto deve essere chiaro. (...) Lucini dirige con ritmo, non è mai volgare e gode a riprendere sul match di una Roma in attualità da tg regionale, l'incontro scontro tra due signore attrici che schiumano e danno il meglio. (...) Peccato che la sceneggiatura non sia condita dal necessario humour e tutto sia annunciato in largo anticipo, ma c'è una certa eleganza di ripresa, una voglia di slapstick comedy che mette Lucini tre metri sopra il cielo rispetto alla media." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 aprile 2016)

"L'idea c'è e anche la ciccia ci sarebbe. Ma viene anestetizzata e banalizzata: le due non sono personaggi ma caricature. Meno male che c'è Paolo Calabresi nei panni dell'avvocato (e amico del morto) che si arrampica sugli specchi per far digerire il rospo alle due arpie." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 14 aprile 2016)

"Luca Lucini, piccolo grande maestro della screwball comedy all'italiana fin dai tempi de 'L'uomo perfetto' (2005) e 'Amore, bugie & calcetto' (2008), dirige una commedia sofisticata a colpi di battibecchi tra la 'prugna secca' sinistrorsa e la vamp destrorsa. Ovvero due attrici così carismatiche e iconiche da rappresentare ormai archetipi dell'universo femminile. Come sempre in Lucini c'è molto garbo ma in questo caso non nel senso di Greta visto che Buy e Gerini, pur mettendocela tutta, non sopperiscono con charme da dive duellanti le fragilità di una sceneggiatura a base di liti (mai troppo cruente) prima dello scontatissimo finale. Sprecato il cast maschile di contorno. La nemica più divertente? Claudia Gerini." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 aprile 2016)

"Commedia dalle ottime premesse, non trova la piena realizzazione nello sguardo del pur bravo Luca Lucini, che a questo giro sembra imbrigliarsi agli stereotipi della situazione raccontata. Buy e Gerini sono perfette nei panni rispettivamente della castigata psicologa animalista e della volgare immobiliarista, ma non bastano a soddisfare un film che resta in superficie, regalando solo qualche sorriso." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 aprile 2016)

"E' prevedibilissima questa commedia, ma è garbata e spiritosa. (...) Le due protagoniste sono brave e i dialoghi frizzantini, il ragazzino è delizioso, ogni tanto si ride. Può bastare." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 14 aprile 2016)

"Set per mattatrici, prego levarsi di torno, entrambe inchiodate a ruoli stereotipati per opposizione e sensibilità, in lotta da interpreti, questo sì, meritevole, con la banalità di una commedia che non sa circoscrivere ed elevare un pochino neanche il tema dell'affido e della complicità femminile." ('Nazione-Carlino-Giorno', 15 aprile 2016)
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