Natale col boss

ITALIA - 2015
3/5
Natale col boss
Alex e Dino sono due affermati chirurghi plastici abituati a cambiare i connotati dei loro pazienti con pochi e delicati colpi di bisturi. Leo e Cosimo invece sono due maldestri poliziotti sulle tracce di un pericoloso e potente boss di cui nessuno conosce il volto. Alex, Dino, Leo, Cosimo e il Boss inciamperanno l'uno nella vita dell'altro, in una commedia piena di equivoci, colpi di scena e grandi risate, in cui ognuno alla fine cercherà di salvare la 'faccia'.
  • Altri titoli:
    Natale a Gomorra - Pallottole & Champagne
    Natale a go go...& champagne
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS & LUIGI DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Data uscita 16 Dicembre 2015

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Forse il cinepanettone, per come lo abbiamo visto e consumato dai primi anni Ottanta, è prossimo a rivedere molte modalità acquisite, a correggersi e riapparire in contesti più ampi, a scrivere le proprie (dis)avventure dentro scenari improntati a ironia, sarcasmo, toni grotteschi, tutto all’insegna del tratto non eliminabile dell’equivoco, della scambio di identità, della beffa.  

Natale col boss è la proposta che Aurelio De Laurentiis lancia sul mercato delle festività 2015.  Ad aprire la storia ci sono Leo e Cosimo, due poliziotti piuttosto goffi in fase di pedinamento di un potente boss di cui nessuno conosce il nome. Sapendosi in pericolo il boss decide di cambiare i propri connotati e si rivolge ad Alex e Dino, due chirurghi plastici abituati a effettuare radicali interventi. Le figure centrali della vicenda (i poliziotti, i chirurghi) cominciano in modo staccato per ricongiungersi nel corso della storia. Sembrano quasi due episodi ‘a sé stanti’, ma con sottile abilità lo script tira le fila di un plot unico, per allontanarsi dal vecchio meccanismo delle trame ridotte.

Natale col boss ha un inizio un po’ faticoso, ci vuole qualche momento di rodaggio prima che il meccanismo comico si metta in movimento e la sequenza degli equivoci entri a pieno titolo nei passaggi narrativi. In regia le scelte di De Biasi favoriscono un ritmo svelto, dinamico, si direbbe più ‘moderno’ se fosse possibile individuare una ‘modernità in gesti e azioni talvolta impercettibili. Le coppie protagoniste (Lillo e Greg; Mandelli e Ruffini) spremono fino in fondo il rispettivo repertorio di sguardi allucinati, occhi spalancati, sorprese e incredulità. Accanto a loro si muovono Giulia Bevilacqua, Peppino Di Capri e una schiera di adeguati caratteristi napoletani.

Il gruppo che ha scritto il copione si è sforzato di giocare con le mille sfumature di una commedia un po’ italiana un po’ multi regionale.  Il risultato è un prodotto leggero, misurato, decisamente commestibile. Perché di veramente natalizio è rimasto ben poco, ma è una festa nella quale qualcosa bisogna pur mangiare.

NOTE

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2016 PER: MIGLIORE COMMEDIA E MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (PEPPINO DI CAPRI).

CRITICA

"'Natale col boss' (ma di natalizio non c'è nulla, è solo un titolo che marca il territorio) appartiene a una leva più giovane: Lillo e Greg, Francesco Mandelli, più Paolo Ruffini. La comicità frulla il surrealismo demenziale di Mandelli (benché tenuto a freno, nella sua ascendenza astratta di scuola cabarettistico lombarda, rispetto ai 'Soliti Idiotiì) con il gusto parodistico di Lillo e Greg, speziati dalla parlata livornese di Ruffini. (...) Il gioco degli equivoci si complica e si protrae allo spasimo, fino a perdere per strada il filo. Ma si ridacchia." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 17 dicembre 2015)

"(...) un film abbastanza costruito e desideroso di sorpassare il puro seguito di gag con un intreccio di sovrapposizioni paradossali e situazioni farsesche, affidato per di più a un cast composito in cui la presenza del duplice Peppino serve a sparigliare le uscite degli ottimi e surreali Lillo e Greg da quelle degli ex leader del trash Ruffini e Mandelli e di una sexy-spericolata Bevilacqua. Si parla, anche non a vanvera, di action comedy, però si deve aggiungere che non tutto regge fino in fondo e che la seconda parte proprio su questo ancora più difficile versante qualche scivolata se la prende: resta, ciò nonostante, sino in fondo quell'impressione di freschezza stralunata e surreali quiproquo (...) in cui tutti i protagonisti hanno modo di dimostrare a iosa la propria comica inaffidabilità." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 dicembre 2015)

"Dimenticate il cinepanettone a episodi che fu, l'evoluzione Filmauro serve sugli schermi delle Feste un film tutto d'un pezzo, l'action comedy 'Natale col boss'. Diretto da Volfango De Biasi, è un po' derivativo, da 'Song'e Napule' ai poliziotteschi e ai crime seriali, e abbastanza farraginoso nella seconda parte, ma è commestibile: Lillo e Greg finalmente con libertà di essere Lillo e Greg, Mandelli e Ruffini a modino (da applausi la missione in costume a Scampia...), il neofita Peppino Di Capri che se la comanda. Non ci vuole molto, ma è il migliore degli italiani sotto l'albero." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 dicembre 2015)

"Ormai inarrestabili Lillo & Greg. Al secondo ex cinepanettone da protagonisti, alzano ancora di più il livello della commedia di Natale targata Filmauro scrivendo (con De Biasi, Bencivenni, Marioni e Martini) un'esilarante farsa degli equivoci (...). C'è il calembour, lo slapstick, persino l'action movie e anche un tocco di vera pericolosità grazie a caratteristi credibili come criminali (Di Leva e un grandioso Imparato). Ecco come modellare in chiave comica la 'criminalmania' italiana di questi anni. Di Capri com'è? Quasi meglio di Di Caprio." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 dicembre 2015)

"Piacerà a coloro che nel 2014 hanno decretato un deciso successo al duo comico ('Natale stupefacente'). De Laurentiis che ora evidentemente li ama più di De Sica, ha predisposto loro un veicolo in grado verosimilmente di bissare il successo del 2014." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 dicembre 2015)

"Quante risate. Lillo e Greg funzionano alla grande (...). E Peppino merita un encomio: davvero spiritoso nel doppio ruolo di se stesso e del boss. Un plauso anche all'altro duo (...) e all'intera compagnia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 dicembre 2015)

"Gli ingredienti della farsa ci sono e questa volta non si fatica a godere di qualche risata fuori abbonamento natalizio. (...) quantomeno la sceneggiatura tenta di girare a orologeria. A volte rocambolesco come una fetta di panettone affogata dalla crema, mantiene però quel che promette: un passatempo obbligato dalla tradizione del De Laurentiis Christmas Carol. Il cameo di Peppino di Capri, apparizione pop nel kitsch camorristico d'occasione, suona simpatico." ('Nazione - Carlino - Giorno', 18 dicembre 2015)
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