Mille bolle blu

ITALIA - 1993
Roma. Estate 1961. In un grande condominio popolare della capitale alcuni personaggi vivono, nell'arco di due giornate, un momento particolare della loro vita, un "appuntamento" col destino che potrebbe cambiare il corso della loro esistenza. Ciascun personaggio vive la propria avventura insieme agli altri, senza accorgersene, nello spazio limitato del grande caseggiato; le diverse storie fluiscono come linee melodiche, ora parallele ora intersecate, senza che mai le loro acque si confondano. Vanno tutte insieme verso una contemporanea risoluzione che per alcuni sarà una sconfitta, per altri una vittoria, e per altri non porterà invece alcun cambiamento. Scenario magico e sospeso di queste vicende è lo spettacolo quasi sovrannaturale di un'eclissi totale di sole che, annunciata da radio e telegiornali, arriverà al culmine delle due giornate a interrompere per un momento le vite dei personaggi - il compimento dei loro destini.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1993.

- EPISODI: FAMIGLIA DI BLASI; FAMIGLIA DEL MORTO; FAMIGLIA CALICIOTTI; FAMIGLIA PETRINI; COSTRUTTORI; PERSONAGGI CORTILE; BAMBINI TERRAZZA.

- DAVID DI DONATELLO 1994 PER MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE (LEONE POMPUCCI).

- L'ECLISSI DI SOLE DEL 1961 SI VERIFICO' IN REALTA' IL 15 FEBBRAIO ED E' STATA SFRUTTATA ANCHE NEI FILM 'BARABBA' E 'L'ECLISSE' DI ANTONIONI.

CRITICA

"Mille bolle blu ostenta con orgogliosa umiltà meccanismi narrativi accattivanti che gli sono valsi a Venezia il premio Ciak riservato al Panorama Italiano. E in effetti la mobilissima regia (Pompucci proviene dalla fotografia e dalla pubblicità), l'attenta cura dei dettagli epocali restaurati con graziosa inautenticità, la felice orchestrazione degli attori che recitano con la mente rivolta ai loro colleghi del tempo, la sensibilità intimista memore degli ancora giovani ammaestramenti di Archibugi e Piccioni, rendono il film un prodotto più che gradevole, anche se non memorabile. In quanto agli anni Sessanta, la carrellata sulle mamme apprensive che, in piscina, asciugano tutte insieme i capelli ai bimbi nel 'Palombella rossa' di Nanni Moretti rimane, tuttora, l'insuperata immagine filtro del languido turbamento di quei tempi." (Il Messaggero, Fabio Bo 24/09/93).

"Bozzetti, ritrattini verosimili, redatti con gran ritmo, furberia e attenzione agli usi e costumi italiani d'epoca: la Seicento, "Granada" cantata da Claudio Villa, le Kessler sgambettanti con le calze Omsa, il Cinzanino, lo Yomo blu e così via carosellando. Lo spunto del casermone non è nuovo, ci sono precedenti illustri anche letterari come il capolavoro di Perec "La vita istruzioni per l'uso" e "Il fabbricone" di Testori, oltre al film di Felice Farina "Condominio". Pompucci si distingue per la voglia di raccontare storie, curiosità e spingolature non causali, è uno che ci sa fare con i Mostri italiani e rifiuta la "nostalghìa". Se mai l'ammirazione per il grande Dino Risi si vede dalla sigla produttiva (la "Sorpasso Film" di Marco Risi e Maurizio Tedesco) alla citazione del clacson a cantilena del film con Gassman, fino al manifesto di "Una vita difficile". In quanto all'eclisse è un omaggio metaforico, un momento di sospensione. Poi riprende tutto come prima, col Vecchio che avanza, travestito da Nuovo."(Corriere della Sera, Maurizio Porro 24/09/93)
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