Maschi contro Femmine

ITALIA - 2010
2/5
Maschi contro Femmine
Walter, allenatore di pallavolo sposato con Monica e neopapà viene coinvolto dalla bella Eva, avvenente giocatrice della sua squadra, in una relazione extraconiugale che si trasformerà in un incubo. Nicoletta, impiegata in una multinazionale, tradita dal marito e in crisi di mezza età tenta la chirurgia plastica prima di venire conquistata dal collega Renato, uomo di altri tempi. Andrea, il figlio di Nicoletta, divide la casa con Marta, la sua migliore amica - omosessuale - con cui inizia una serrata battaglia per la conquista di Francesca, di cui entrambi sono innamorati, sotto il divertito sguardo del terzo inquilino, il sarcastico Ivan. Diego, quarantenne proprietario di un bar molto ben frequentato e playboy con improvvisi problemi di disfunzione erettile, si imbarca in una relazione di odio e amore con la severa vicina di casa Chiara, un'infermiera ecologista amante della letteratura e della solitudine.
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLABORAZIONE CON RAICINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 27 Ottobre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Dopo i maturandi di Notte prima degli esami e i disperati di Ex, Fausto Brizzi insiste sulla commedia corale per raccontare stavolta il conflitto atavico tra i sessi e inaugura con Maschi contro femmine un'anomalia distributiva senza precedenti: prima parte di un dittico completato da Femmine contro maschi, in uscita a febbraio, il film è distribuito da 01, mentre il successivo sarà portato in sala da Medusa. È forse questo l'unico, vero tratto distintivo di un'operazione che, almeno per il momento, lascia più di qualche perplessità e ben poco da ricordare: l'intreccio delle vicende - dall'allenatore di pallavolo De Luigi che tradisce la moglie con la schiacciatrice Wurth al triangolo Vaporidis-Francini-Felberbaum (etero uno, lesbica l'altra, bisex la terza...), dalla crisi di mezz'età della Signoris cornificata da Pannofino alla scoperta di attrazione reciproca tra i due vicini di casa Preziosi e Cortellesi - annoia dopo poco e lo sviluppo del racconto è talmente prevedibile da sovrastare anche i pochi momenti davvero divertenti, guarda caso proprio quelli regalati dalle situazioni contingenti e dai “comprimari”, capeggiati dallo sceneggiatore Massimiliano Bruno (nei panni di uno psicologo) e dai protagonisti del prossimo film, Bisio e Solfrizzi su tutti.

NOTE

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: NASTRO SPECIALE-COMMEDIA E MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (PAOLA CORTELLESI, CANDIDATA ANCHE PER "NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE" DI MASSIMILIANO BRUNO).

CRITICA

"Prima l'uovo o la gallina? Ovvero è stato il libro 'Maschi contro femmine' (Mondadori), firmato a quattro mani dal Brizzi di 'Ex' e la scrittrice Pulsatilla, a ispirare il film (cosceneggiato con Martana e Bruno), o il contrario? In ogni caso il volumetto - concepito come uno spiritoso breviario dei motivi per cui i due sessi, pur geneticamente creati per accoppiarsi, sono destinati a perpetua incomprensione - rappresenta, diluito. in pillole drammaturgiche, il materiale sul quale si basa il piccolo girotondo in scena sullo schermo." (Alessandra Levantesi Kesich, 'La Stampa', 29 ottobre 2010)

"Primo capitolo di un dittico che si completerà con 'Femmine contro maschi', raccontando gli stessi personaggi dal punto di vista femminile: Fausto Brizzi li ha girati in contemporanea, come Zemeckis con i capitoli 2 e 3 di 'Ritorno al futuro'. Film corale, molto studiato negli incroci narrativi: un'evoluzione di 'Ex', il precedente lavoro della coppia composta da Brizzi e dal suo sceneggiatore Marco Martani. (...) Sa di commedia studiata a tavolino, ma qua e là si ride." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 29 ottobre 2010)

"Fausto Brizzi is back con il back to back ovvero è riuscito, come Peter Jackson con 'Il Signore degli Anelli', a girare due film di seguito che poi farà uscire sfalsati nel tempo. Il primo è 'Maschi contro femmine', collage di passioni litigarelle tra uomini e donne sulla falsa riga dei 'Manuale d'amore' di Veronesi. Ma con meno seriosità. (...) Brizzi è bravo. Lo sappiamo. Potrebbe fare di più. Sappiamo pure questo. Il film ha alti e bassi ma per quanto riguarda l'ormai collaudata formula del kolossal corale nazionalpopolare, che tratta i moti del cuore come argomento da talk show, il risultato è più che discreto. C'è qualche guizzo cinematografico (momenti di animazione, personaggi che parlano sott'acqua con le nuvolette dei fumetti) e Preziosi e Cortellesi sono molto carini da veder bisticciare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 ottobre 2010)

"Piacerà a chi in questi tempi di mestizia, chiede al cinema il divertimento disimpegnato, il consumo che ti sazia ma non ti imbarazza lo stomaco. I cineasti italiani sembrano averlo capito, e difatti stanno immettendo sul mercato prodottini congegnati come Dio comanda. 'Buon cinema di crisi' ci vorrebbe voglia di battezzarlo. Come nell'Italia "congiunturata" degli anni 60 che si spassava con 'Se permettete parliamo di donne'. Il giovane Fausto Brizzi sembra aver capito tutto. 1) Ha compreso che i film a sketches (nostrani) sono, al presente, la gran domanda del pubblico. 2) Che i grandi mattatori non ci sono più (solo bravi interpreti incapaci di reggere un intero film) e allora è il caso di fare la grande ammucchiata, assegnare a ognuno lo spazio giusto, non un metro di pellicola in più né in meno. 3) Perché il consumo sia vero consumo, e non rimanga sullo stomaco, la pietanza deve essere condita da una sceneggiatura perfetta. Dialoghi frizzanti, battute al fulmicotone, frasi che sembrano scritte per esser collocate in bocca a Bisio, a De Luigi, alla Signoris. Accomodatevi, la cena è servita." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 ottobre 2010)

"Detto fra noi 'Maschi contro femmine' è così loffio e prevedibile da far tenerezza, una storiella sentimentale divisa in quattro siparietti in qualche modo collegati, spiritosa soltanto nelle intenzioni. Tradotto: si ride pochissimo. (...) Se il primo episodio è quasi passabile, il terzo è al di là del bene e del male, gli altri non raggiungono la sufficienza. Meglio i tanti protagonisti, tra cui s'infiltrano Bisio, la Littizzetto, Solfrizzi e la Brilli. In scena troppo poco per essere fischiati." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 ottobre 2010)
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