Marciando nel Buio

ITALIA - 1995
Marciando nel Buio
Chiamato a compiere il servizio militare, il 20enne Saro Franzese entra a far parte del 14° battaglione fanteria d'assalto elitrasportato. Un battaglione operativo e altamente specializzato, di stanza in Piemonte. Saro è un ragazzo solare ed è divertito dalla nuova esperienza e dall'ambiente militare. In particolare, è affascinato dal suo sergente istruttore, Gianni Tricarico, che in breve diventa il suo migliore amico. Tuttavia, quando Tricarico gli rivela la propria omosessualità, per Saro è un colpo inaspettato ed è l'inizio di una serie di drammatici eventi che vedranno il ragazzo coinvolto in un vortice fatto di violenza e sopraffazione, soprattutto da parte del capitano Silvio Roatta, uomo di punta del battaglione e ufficiale destinato a una carriera folgorante. Per Saro ha inizio infatti una lotta durissima per ottenere giustizia, in cui si troverà costretto a scontrarsi con il peggio delle istituzioni militari, arroccate in difesa del capitano Roatta. All'interno delle istituzioni stesse, però, troverà anche persone decise ad aiutarlo a portare avanti la sua causa, apparentemente persa in partenza.
  • Altri titoli:
    Marching in the Dark
    Mon capitain, un homme d'honneur
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: UN'IDEA DI MASSIMO SPANO
  • Produzione: ZEUDI ARAYA CRISTALDI PER ZEUDI E FRANCO CRISTALDI FILM
  • Distribuzione: ZEUDI E FRANCO CRISTALDI FILM

NOTE

- JEAN-MARC BARR E' STATO DOPPIATO DA SERGIO DI STEFANO, THOMAS KRETSCHMANN DA FRANCESCO PANNOFINO.

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995.

CRITICA

"Il film è eccessivo come si conviene alle nevrosi in causa, mettendo in conto, lo sbudellamento finale: tanto che nel gioco del se fosse si potrebbe pensare a un ministero della Difesa retto da Tennessee Williams con sottosegretario Truman Capote. In questo caso l'amore molesto del graduato verso il soldatino, che sarà baciato in ospedale, meriterebbe una medaglia al merito. L'effettismo di forma e sostanza non toglie la potenza spettacolar-sessuale, anche se parte del gay power accusa il ritratto dell'omosessuale colpevole, diritto sulla china dell'inevitabile suicidio. Gli attori sono bravissimi: Flavio Albanese, Jean Merc Barr, Thomas Kretschmann. L'unico eterosessuale è il caporale (Fabrizio Pioda). Roberto Citran fa pulizia morale. Con i limiti del caso limite, ma con sincero messaggio civile, avvolto nella carta stagnola della fiction, da recapitare al mittente." (Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera", 30 Aprile 1996)

"Il compito e le intenzioni sono alte: siamo in un film-cronaca di denuncia sulla violenza nelle caserme italiane. E non soltanto. Si raccontano anche le sfumature del gioco di potere nel sistema gerarchico: il regime di seduzione virile, i ricatti sulla personalità, le sfide e le punizioni che è costretto ad affrontare un soldato in una microsocietà chiusa in cui chi comanda divise prova il diritto-piacere di comandare uomini. Il confine tra militare e persona, ruolo ed esistenza, compito e persona, compito collettivo e libertà individuale, è un bersaglio centrato nel film, che purtroppo perde il controllo dei personaggi quando deve lasciare che la cronaca si dispieghi come tragedia." (Silvio Danese, "Il Giorno", 4 Maggio 1996)

"Il solo meccanismo che potrebbe funzionare è, appunto quello della suspense che si tenderebbe a far nascere dalle difficoltà che la recluta incontra prima per arrivare in tribunale e dopo per ottenere giustizia. Lo guastano subito, però, oltre alla sua intrinseca fragilità, dei modi di rappresentazione impacciati che non riescono mai a ricreare un ambiente, sono insensibili a delle voci doppiate in modo incongruo, accettano musiche mediocri e dialoghi non di rado spinti fino alla soglia del ridicolo e, soprattutto, non raggiungono mai i climi voluti. Non tanto all'interno del cinema di denuncia quasi del tutto assente, nonostante certe velleità, ma nemmeno in quello sulle tensioni processuali, invano mediato da 'Codice d'onore'. Gli interpreti fanno quello che possono, ma con scarsi risultati. Il capitano è il francese Jean Marc Barr, il sergente è il tedesco Thomas Kretschmann, la recluta è Fulvio Albanese, diviso solo fra teatro e Tv. A difenderlo c'è Roberto Citran, un ufficiale pulito e probo." (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo", 19 Maggio 1996)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy