LE NOTTI BIANCHE

ITALIA - 1956
Mario, modesto impiegato, avviandosi una sera svogliatamente verso casa, scorge una donna che, appoggiata alla ringhiera di un ponticello su un canale, piange singhiozzando. Egli le si avvicina e avendo cercato di confortarla, offrendogli il proprio aiuto, rimane prima sconcertato, poi affascinato dal comportamento della giovane donna, ora cupa e angosciata, ora allegra e quasi infantile. Egli desidera rivederla ed ottiene da lei un appuntamento per la sera dopo. L'indomani Natalia, questo è il nome della ragazza, gli racconta la sua storia. Abbandonata dai genitori, ella vive con la nonna quasi cieca in un appartamento del quale viene subaffittata una stanza. Il loro inquilino era un anno addietro un bel giovane, del quale Natalia s'era perdutamente innamorata. Un giorno l'inquilino se n'era andato, promettendo di ritornare dopo un anno; si sarebbero incontrati presso il ponticello sul canale. Da quel giorno Natalia si strugge nell'attesa. Mario, che a sua volta s'è innamorato della ragazza, cerca di farle dimenticare l'assente, cerca di convincerla a non vivere di illusioni e di vane speranze. Il persistente silenzio del fidanzato induce infatti Natalia ad accettare la corte di Mario, col quale balla una sera con trasporto per poi abbandonarlo di nuovo improvvisamente. Delusa ancora una volta nella sua attesa, Natalia ritorna a Mario e sembra voglia fare di tutto per corrispondere al suo amore. Ma avviandosi con lui verso casa, sente dei passi che s'avvicinano: è l'uomo che ritorna... Natalia si stacca da Mario e vola felice tra le braccia dell'atteso.

CAST

NOTE

- LEONE D'ARGENTO ALLA XVII MOSTRA DI VENEZIA

- NASTRO D'ARGENTO 1958 PER LA MUSICA, LA SCENOGRAFIA E ATTORE PROTAGONISTA A MARCELLO MASTROIANNI

- IL FILM E' STATO GIRATO TOTALMENTE IN INTERNI

CRITICA

"(...) Le nebbie di questa città tutta inventata, dove il "neon" dei nuovi locali si mescola alle diroccate fette delle case, questi cieli boreali, e la neve favolosa, e l'acqua torbida e suggestiva dei canali, sono i mezzi espressivi di cui Visconti si è servito per il suo spettacolo. E straordinari mezzi espressivi sono anche la Schell e Mastroianni che (...) ha indovinato la sua più bella interpretazione (...)". (U. Casiraghi, "L'Unità", 16/11/1957).
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