LE DICIOTTENNI

ITALIA - 1955
In un aristocratico collegio femminile le allieve del terzo corso, le più grandi, sono tutte innamorate del giovane ed aitante professore di Fisica, Andrea Della Rovere. La direttrice, messa in sospetto dall'atteggiamento delle ragazze, ordina di sequestrare i loro diari, dalla lettura dei quali i suoi sospetti ricevono conferma. Due diari però mancano: quelli di Maria Lovani e di Anna Campolmi. Maria, la più brava della classe, dice di aver distrutto il proprio diario, mentre Anna, la più vivace, afferma di non averne mai tenuto uno. Da un colloquio con Della Rovere, Anna deduce che il professore ha per lei una particolare simpatia e quando una sera ella vede Maria in giardino, mentre abbraccia un uomo, nel quale crede di riconoscere Della Rovere, ella si sente mortalmente offesa e racconta tutto alla direttrice. Maria, interrogata, si rifiuta di dare spiegazioni e viene chiusa a chiave nella sua camera, mentre la direttrice convoca d'urgenza il professor Della Rovere. Quando giunge il professore, Maria è scomparsa: ha tentato di fuggire dal collegio e viene trovata, gravemente ferita, ai piedi di un alto muro. Della Rovere rivela che il misterioso uomo incontrato da Maria in giardino era il di lei padre. Questi, ricercato dalla polizia, era venuto ad abbracciare la figlia, prima di costituirsi, dopo aver raccolto le prove della propria innocenza. Anna, pentita, offre il proprio sangue a Maria, che si trova in gravi condizioni. Maria guarisce: le due ragazze sono legate ormai da stretta amicizia ed Anna minaccia di andarsene con tutte le compagne se la direttrice espelle Maria. Tutto si risolve nel migliore dei modi: il padre di Maria è assolto. Maria resterà in collegio, Anna e Della Rovere si promettono reciproco ed eterno amore.

CAST

NOTE

- REMAKE DI "ORE 9 LEZIONE DI CHIMICA"
- GIRATO DA MATTOLI NEL 1941 NEGLI STABILIMENTI DELLA VASCA NAVALE - AMBIENTI DI LUIGI GERVASI. COSTUMI: GAIA ROMANINI - SUONO: BIAGIO FIORELLI, MARIO AMARI.

CRITICA

<<(...) Il nuovo film vale pressappoco quanto l'altro, pur avendo in meno il pregio della novità e dell'originalità (...). Il colore fornisce buoni effetti decorativi>>. (U. Tani, <>, 3/4,29/2/1956).
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