La volta buona

ITALIA - 2019
3/5
La volta buona
Bartolomeo, procuratore sportivo, vive di espedienti e piccoli imbrogli. Negli anni ha sprecato le tante occasioni che ha avuto, il vizio del gioco gli ha fatto perdere soldi e famiglia e ora passa le giornate nei campetti di periferia sperando di trovare il nuovo Maradona. Sempre alla ricerca del colpo di fortuna, un giorno riceve una telefonata: in Uruguay c'è un ragazzino, Pablito, che è un vero fenomeno, un fuoriclasse che sicuramente sfonderà nel calcio italiano. Per Bartolomeo è finalmente arrivata l'occasione per riprendersi tutto quello che ha perso. Per Pablito si può realizzare il sogno di una vita migliore. Per entrambi sembra essere la volta buona.
  • Altri titoli:
    The Good One
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: MARCO BELARDI PER LOTUS PRODUCTION - LEONE FILM GROUP, TIMVISION
  • Distribuzione: ALTRE STORIE
  • Data uscita 2 Luglio 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Il cinema di Vincenzo Marra è sempre stato piuttosto malinconico. E anche questo film lo è. Protagonista è Massimo Ghini nei panni di un procuratore sportivo sempre in lotta per restare a galla.



Alla ricerca de La volta buona questa gli si presenterà in Uruguay quando, grazie a un suo vecchio amico immigrato italiano a Montevideo (Max Tortora), scoprirà un giovanissimo fenomeno del calcio di nome Pablito (Ramiro Garcia). Questo ragazzo, che palleggia ai semafori da vero fuoriclasse, potrebbe essere la grande occasione per riprendersi tutto quello che ha perso. Nel cast anche Francesco Montanari e Massimo Wertmüller.


[caption id="attachment_136177" align="aligncenter" width="300"] La volta buona[/caption]

Marra sceglie di ambientare la storia, non nella sua Napoli dove ha girato tanti documentari (Estranei alla massaVento di terra e L'udienza è aperta), ma a Roma, quella della periferia con i palazzoni un po' tristi, e in America latina, in Uruguay, una parte del mondo che lui conosce bene perché ci ha vissuto diverso tempo. 



Ne esce fuori un film che attraverso la metafora del calcio affronta temi più profondi come quello della paternità e della lealtà, della migrazione, dello sfruttamento, della ludopatia e di un'Italia dove "non se move niente".


Lo sguardo disilluso di Ghini, un uomo che ha perso tutto giocando e che si trova a fare i conti con il sottobosco calcistico e i relativi operatori del settore senza scrupoli, il realismo e i dialoghi secchi (solo per un attimo vira verso il melodramma, ma per fortuna subito dopo riprende i giusti toni) rendono questo film apprezzabile nel complesso.


Non sarà una pepita d'oro o un pallone d'oro, ma di sicuro non è neanche un autogol. Nota a margine: una menzione speciale va all'interpretazione di Max Tortora, davvero in stato di grazia.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: ENRICO VENTI.

- ALLA XVII EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ (2019), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, NELLA SEZIONE 'ALICE | PANORAMA ITALIA'.
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