La pupa del gangster

ITALIA - 1974
Giorgio Capitani, noto nell'ambiente della mala milanese con il soprannome di Charlie Colletto, è il boss dell'anonima Mignottari e domina le sue dipendenti per mezzo del suo complice Chopin. Una sera, Chpoin maltratta una delle ragazze che viene soccorsa dal vice commissario Salvatore e che, casualmente, viene poi presentata al boss. Charlie, innamorato di Rita Hayworth, vede nella ragazza una forte somiglianza con la diva e la elegge a sua Pupa, ma nel contempo la tradisce con Anna. Una sera, tuttavia, nel corso di un litigio, Capitani uccide casualmente Anna e ricorre a Chopin per fare pulizia di eventuali indizi e impone alla Pupa di testimoniare il falso per procurargli un alibi. La ragazza, stanca di soprusi e percosse, fa di tutto per mettere la polizia sulle tracce dell'assassino. Scoperta, la Pupa verrebbe "giustiziata" da Charlie e Chopin se l'innamorato Salvatore - spasimante nascosto e fedele - non accorresse prontamente. Assicurati alla prigione per venti anni i due briganti, la Pupa e il suo amico poliziotto fanno grossi affari con la Lega PRO PRO (Protezione Prostitute).
  • Altri titoli:
    Sex Pot
    Poopsie
    La pépée du gangster
    Oopsie Poopsie
    Gun Moll
    Get Rita
    Lady of the Evening
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA - TECHNICOLOR
  • Tratto da: liberamente tratto dal racconto "Collared" di Cornell Woolrich
  • Produzione: CARLO PONTI PER COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION (ROMA), LES FILMS CONCORDIA (PARIGI)
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS EUROPA

NOTE

- NEL FILM E' STATA INSERITA LA SEQUENZA DI RITA HAYWORTH CHE CANTA LA CANZONE "PUT THE BLAME ON MAME" TRATTA DAL FILM "GILDA" (1946) DI CHARLES VIDOR.

CRITICA

"Modestissima riduzione di un racconto di Cornell Woolrich, fatta soprattutto di macchiette che sembrano divertire solo chi le interpreta." (Paolo Mereghetti, 'Dizionario dei film').

"La commedia, basata sulla vendetta della ragazza sfruttata che riesce a capovolgere le parti, non sfrutta tale impostazione che nel senso di un colpo di scena finale. Infatti, priva di contenuti apprezzabili, la pellicola è un semplice svago con caratterizzazioni abbastanza gustose e con una lunga serie di trovate umoristiche varie." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 78, 1975)
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