La guerra dei mondi

War of the Worlds

La guerra dei mondi
I marziani hanno deciso di invadere la Terra perché il loro pianeta è diventato invivibile e la razza umana è costretta ad affrontare una dura guerra per la sopravvivenza. Anche Ray Ferrier, ormai da tempo separato dalla sua famiglia, si trova coinvolto nella battaglia per difendere a tutti i costi i suoi figli dai violenti attacchi degli extra-terrestri...
  • Altri titoli:
    Out of the Night
    Party in Fresno
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di H.G. Wells
  • Produzione: PARAMOUNT PICTURES, DREAMWORKS SKG, CRUISE/WAGNER PRODUCTIONS, AMBLIN ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: UIP - BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2012)
  • Data uscita 29 Giugno 2005

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Link recensione

RECENSIONE

Nel 1953, quando Byron Haskin tradusse per la prima volta sullo schermo il romanzo di H.G. Wells, i fili che muovevano le apparecchiature aliene erano più che visibili. Cinquantadue anni più tardi (centosette rispetto al soggetto originario), il più "grande burattinaio" della storia del cinema moderno riporta in superficie, facendola risorgere dalle viscere, una Guerra dei Mondi mai così catastrofica e sanguinaria. L'invasore extraterrestre, fratello maggiore dell'ombra terrorista post 11 settembre, inizierà senza preavviso il più grande "sterminio democratico" che lo spettatore ricordi: nessuna distinzione fra razze, religioni o classi, il popolo umano dovrà scomparire dalla faccia della Terra. "Non è una guerra, come non lo potrebbe essere tra uomini e vermi", afferma il maniaco della resistenza interpretato da Tim Robbins. E proprio da questa frase, esaustiva tanto quanto inspiegabile appare l'attacco portato dagli alieni, emerge l'impossibilità manifesta di controbattere fattivamente ad una distruzione di massa epocale. Dapprima lampi potentissimi, poi strade che esplodono per dissotterrare giganteschi tripodi inattaccabili, infine il terrore e l'angosciante fuga verso un mal precisato, inesistente riparo. E' il mondo a fuggire. Dalla morte e da una mai così spettacolare distruzione. Fortemente intriso di rimandi simbolici alla più grande e inaspettata sciagura che l'America ricordi - il primo, violentissimo attacco sferrato agli umani viene rappresentato quasi con le stesse modalità con cui l'intero pianeta ha conosciuto lo sgomento di chi si trovava nei pressi del World Trade Center e non mancano, poco dopo, le innumerevoli foto affisse sui muri delle città per segnalare parenti o amici dati per dispersi - il lavoro di Spielberg riesce laddove altri non sarebbero mai potuti arrivare, mantenendo un costante equilibrio tra tensione narrativa (resa magistralmente dal contrappunto di silenzi e strabordanti effetti sonori) e magniloquente catastrofismo, amplificato dal perfetto utilizzo di migliaia di comparse. Di fronte ad una così tonitruante, sconvolgente messa in scena, il microcosmico sguardo su un padre (Tom Cruise) che dovrà badare ai due figli (Justin Chatwin e Dakota Fanning) proprio nel weekend in cui tutto avrà inizio passa quasi in secondo piano. La corsa disperata verso un'utopica salvezza (che Spielberg non potrà ovviamente che rendere concreta) procederà parallelamente al riscatto umano di un padre fino a quel momento poco presente. Meno "eroe" di quanto si potesse temere, il protagonista diventa figura emblematica di una volontà alla sopravvivenza che non prevede lo scontro diretto, ma la salvaguardia dei suoi affetti più cari. Radicale. E trascendentale.

NOTE

- NOMINATION OSCAR 2006: MIGLIORI EFFETTI SPECIALI, MIGLIOR SUONO E MIGLIOR MONTAGGIO SONORO.

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE NARRANTE E' DI MORGAN FREEMAN.

CRITICA

"Dal classico romanzo 1898 di H.G. Wells, un gran film con Tom Cruise e la bambina Dakota Fanning molto bravi. (...) Diverte, fatto benissimo con molte allusioni al presente dell'America spaventata e bellicista, al passato dei film di fantascienza dei Cinquanta, specchi della guerra fredda." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 luglio 2005)

"Oltreché un'efficace macchina da spettacolo, il film con cui Steven Spielberg ha invaso l'estate cinematografica mondiale è un saggio su quanto il tempo cambi le cose. Rispetto all'edizione cult del romanzo di H.G. Wells diretta nel 1953 da Byron Haskin, è cambiata - ovviamente - la qualità degli effetti speciali, che ora esaltano la verosimiglianza della fantasticheria paranoide a livelli stratosferici. Ma questo è il meno. Sul piano sociologico, cambia l'assortimento dei personaggi: al posto dell'uomo e della ragazza, un padre e due figli: proiezione dell'ossessione epocale per il mutamento dei rapporti familiari. Cambia, fino a ribaltarsi, l'immaginario di Steven prima popolato di teneri E.T. con cui avere incontri ravvicinati, ora di visitor repellenti e distruttivi. Analogo discorso per i terrestri: se quelli del giovane Spielberg erano fiduciosi e solidali nella 'Guerra dei mondi' ce li ritroviamo massa imbarbarita, vile ed egoista. Chissà che è passato, nel frattempo, per la testa del regista? E poi: è davvero il caso di fare gli esegeti di fronte a un film volutamente semplice, che ha per fine l'emozione come i pop-corn movie del sabato? Un film che si può legittimamente guardare proiettandoci dentro le paure del momento, ma che in fondo è soprattutto un gran teatro della regressione, cui abbandonarsi per lasciarsi spaventare dai mostri delle fiabe. E farsi salvare da papà." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 luglio 2005)
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