La finestra sul Luna Park

ITALIA - 1957
Ada vive da sola in Italia con il piccolo Mario mentre Aldo, il padre del bambino, lavora come meccanico in Kenya. Un giorno Ada viene coinvolta in un banale incidente e perde la vita. Aldo arriva dall'Africa per assistere al funerale, incontrare i parenti e anche Mario. Il bambino rimane indifferente dinanzi a questo padre che per lui è un estraneo e i due non riescono a comunicare. Aldo deve tornare al più presto al suo lavoro, ma sa che Mario passa le giornate in strada rifiutando di andare a scuola e lui, prima di partire vuole risolvere questa situazione. I suoi suoceri e il bambino parlano continuamente di un uomo, Righetto, che negli ultimi anni è stato sempre presente e si è rivelato un ottimo amico per Ada e Mario, al punto che il bambino racconta al padre di voler diventare, da grande, esattamente come Righetto. Aldo cerca quest'uomo misterioso e scopre che lavora in uno scarico di rifiuti nella periferia della città. Sempre più geloso, prende la decisione di portare Mario in un orfanotrofio, ma il bambino non accetta, scappa di casa e Aldo lo ritrova da Righetto. Questi, un vero gentiluomo, lo convince che tra lui e Ada non c'è mai stato nulla e che il suo dovere di padre è rimanere lì, vicino a suo figlio...

CAST

CRITICA

"E' un buon lavoro, che riesce ad interessare raccontando in modo piano, ma non senza forza drammatica, semplici vicende. Efficace la regia: la prima parte è più lenta, mentre il ritmo si fa più energico nella seconda. Molto curata la recitazione del piccolo Damiani, dignitosa quella degli altri interpreti. Buona la musica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 41, 1957)

"Un ritorno per Comencini a certe pagine del suo primo film, 'Proibito rubare', un preciso rifiuto dei facili gusti del pubblico, ch'egli aveva sollecitato con 'Pane, amore e fantasia'. Film minore nella storia del cinema italiano del dopoguerra, esso costituisce una tappa importante nella carriera del suo autore in direzione di una più attenta e precisa indagine della realtà." (Gianni Rondolino, 'Catalogo Bolaffi del cinema italiano - 1956 - 1965').
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