La fame e la sete

ITALIA - 1999
La fame e la sete
In un paese della Sicilia muore l'anziano capofamiglia. Al suo capezzale, con la moglie Maria e tanti parenti, c'è il figlio Alex. Alex stava preparando l'inaugurazione di una mostra di proprie fotografie organizzata dal comune. Adesso però bisogna pensare al funerale. Sollecitato dalla madre Alex telefona al fratello Salvatore, che vive in Lombardia: un imprenditore spietato e integrato, al punto da farsi chiamare Ivo Perego e parlare in lombardo. Appresa la notizia, Ivo prima dice di non poter lasciare la città. Poi, di fronte alla reazione di Alex, si fa convincere, e parte con la macchina. Fuori città, accetta di dare un passaggio ad una ragazza che deve andare in Grecia. Lungo la strada, Ivo rivela la grettezza del proprio carattere, irritando la ragazza che, mentre lui dorme, arriva al porto di Brindisi e carica la macchina sul traghetto per l'Albania. Intanto in Sicilia, mentre si è in attesa di Ivo, arriva a sorpresa Pacifico, il terzo fratello, di cui tutti si erano dimenticati. Pacifico è stato avvertito da un telegramma anonimo, che però lui capisce inviato da una ragazza del paese, una storia d'amore degli anni giovanili. Il funerale incombe. Mentre si aspetta Ivo, Alex ne approfitta per inaugurare la mostra fotografica alla presenza di un critico arrivato da Palermo. Quando escono la bara è sparita. Alex cerca di organizzare le ricerche.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: VOTTORIO E RITA CECCHI GORI PER FIN.MA.VI. E TELE+
  • Distribuzione: CECCHI GORI (1999) - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1999.

CRITICA

"Il bis da autore di Albanese, malgrado la longa manus dell'abile e onnipresente Vincenzo Cerami alla sceneggiatura, e malgrado il buon esito di botteghino, è deludente. Pur formidabile attore come sempre nella sua performance multipla il regista non ha fatto altro che giustapporre degli sketch; dallo stile inconfondibilmente godibile nella loro surrealtà, ma non abbastanza da giustificare un film". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del cinema italiano 1999/2000')
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