La donna del giorno

ITALIA - 1957
Liliana è una bella indossatrice che cerca di affermarsi, di far fortuna: accade che una notte la ragazza è trovata su una strada di campagna, svenuta. Interrogata dalle autorità di pubblica sicurezza afferma di essere stata trascinata da tre delinquenti in una villa disabitata e di aver dovuto subire la loro violenza. Il fatto, divulgato dai giornali, ha grande risonanza e Liliana diventa in breve la "donna del giorno", viene fatta segno a manifestazioni di affettuosa pietà e riceve vantaggiose offerte di lavoro. La polizia ha intanto arrestato tre indiziati ma Liliana, messa a confronto con gli arrestati, mostra uno strano imbarazzo, e benché al principio dichiari che non si tratta dei suoi aggressori, lascia pesare su di loro la grave accusa. Un giovane giornalista, Giorgio Salustri, s'innamora di lei: egli vorrebbe sottrarla all'ambiente nel quale è venuta a trovarsi in seguito alla sua avventura ma si convince, alla fine, che la carriera le sta più a cuore dell'amore. Liliana intanto, seguendo il consiglio di un amico poco scrupoloso, per tener desto l'interesse del pubblico, fa nuove dichiarazioni ai giornali, con ulteriori particolari. Ora la posizione degli arrestati s'aggrava; specialmente quella di Mario Grimaldi, la cui moglie, convinta dell'innocenza del marito, tenta invano di ottenere da Liliana una ritrattazione. Benché Giorgio le offra una vita serena, confortata da affetti familiari, la ragazza, inebriata dai successi che va riportando ed eletta Miss Rotocalco, firma un contratto cinematografico. Ma, affrontata di nuovo dalla moglie di Grimaldi, che le rinfaccia la sua criminosa ambizione, ella non ha più la forza di continuare nell'inganno. Confessa pubblicamente di aver inventato tutta la storia, poi si getta sotto un filobus.

CAST

NOTE

- PREMIO SPECIALE "PER UN GIOVANE REGISTA" AL FESTIVAL DI KARLOVY VARY 1957.

- PRESENTATA ALLA 65. MOSTRA DI VENEZIA (2008) NELLA RETROSPETTIVA "QUESTI FANTASMI: CINEMA ITALIANO RITROVATO (1946-1975)" LA COPIA RISTAMPATA DELLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Il moralismo della storia condiziona il suo svolgimento, più affidato a momenti apparentemente rivelatori di un ambiente e di un costume sociale e morale, che all'introspezione psicologica e all'approfondimento del tema. Il film rimane così sul piano delle intenzioni che più dei risultati e fallisce proprio là dove era necessaria una rappresentazione critica e problematica della realtà presa in esame". (Gianni Rondolino, 'Catalogo Bolaffi del Cinema Italiano - 1956/1965').
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