La commare secca

ITALIA - 1962
Sul greto del Tevere giace il corpo di una donna assassinata da poco. In base ad alcune testimonianze si giunge ad identificare un gruppo di persone che verso l'ora del delitto sono state viste aggirarsi nei dintorni. "Il Canticchia" un giovane di 19 anni, sostiene di esser passato di là tornando da un incontro con un sacerdote che gli aveva promesso un lavoro. Invece è un ladruncolo di periferia ed anche quella sera è andato a caccia di borsette da rubare alle coppie di innamorati . "Il Califfo" parla di una idilliaca passeggiata con la fidanzata. Invece è un ex ladro che vive alle spalle di due strozzine e quella sera era capitato nel parco litigando con la sua amante per motivi di interesse. Teodoro, è un soldatino calabrese che racconta una storia fantastica, ma finisce per ammettere di essersi seduto su una panchina dopo una giornata passata a gironzolare per la città e di essersi addormentato. Il nuovo indiziato è Natalino, un tipo strano che reagisce alle domande come un animale braccato accusando due ragazzi che ha intravisto quella sera. I carabinieri giungono nella borgata per prelevare Francolicchio e Pipito, ma questi fuggono spaventati verso il fiume. Pipito viene catturato, mentre l'altro si getta in acqua e muore. Dall'interrogatorio del ragazzo prende lentamente luce la vera figura dell'assassino: Natalino, un minorato psichico che, mentre lo arrestano, grida a sua discolpa che uccidere una prostituta non è un delitto.

CAST

NOTE

- PRESENTATO NEL 1962 ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA, VENEZIA E AL LONDON FILM FESTIVAL - NEL 1967 AL NEW YORK FILMFESTIVAL

- A VENTUNO ANNI BERTOLUCCI FU IL PIU' GIOVANE REGISTA ESORDIENTE DEL CINEMA ITALIANO.

CRITICA

"Disegnata secondo gli schemi narrativi più scontati - l'indagine di un assassinio risolta con il sistema dei 'flash-back' - l'opera del nuovo regista tenta l'innesto nel clima e nel mondo della più pasoliniana periferia romana, ma il risultato è piuttosto modesto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 53, 1963)
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