La bella gente

ITALIA - 2009
2,5/5
La bella gente
Alfredo è un architetto cinquantenne felicemente sposato con Susanna, una psicologa sua coetanea. I due conducono una vita agiata e si dividono tra Roma e la loro tenuta nella campagna dell'Umbria. Entrambi amano, dopo una settimana di lavoro, concedersi lunghe passeggiate nei boschi, rilassanti bagni in piscina e buone letture. Un giorno, mentre sta andando in paese, Susanna vede Nadja, una giovane prostituta, che viene malmenata da un cliente occasionale al bordo della strada. Si ferma spontaneamente e decide di portare Nadja a casa con lei e di aiutarla a cambiare vita. Sarà possibile? Da quel momento, in ogni caso, la loro vita non sarà più la stessa...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: GUIDO SERVINO, GUGLIELMO ARIÈ PER X FILM, IN COLLABORAZIONE CON SOLARIS CINEMATOGRAFICA, 360 ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ (2015)
  • Data uscita 27 Agosto 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Margherita Bordino
Susanna è una psicologa di cinquant’anni e lavora in un centro per donne in difficoltà o vittime di violenza. È sposata con Alfredo, architetto, con cui fa coppia sin dai tempi del liceo. Susanna e Alfredo vivono a Roma, però trascorrono i week end e gran parte della stagione estiva nella casa di campagna. È questo il luogo, lontano da tutti, in cui si svolge la storia. Molto spesso Susanna va a fare la spesa in paese e un giorno, lungo la strada del ritorno, nota per caso una giovanissima prostituta. Accanto a lei un uomo che la strattona e la picchia umiliandola. Questa immagine resta impressa nella mente di Susanna, al punto di decidere di salvarla dalla strada. Con la complicità del marito riesce a portarla nella casa di campagna e dopo attimi di smarrimento e paura Nadja, questo il nome della prostituta, comprende il buon intento della coppia e si rasserena.

La bella gente è il secondo lungometraggio diretto da Ivano De Matteo, regista italiano conosciuto principalmente per Gli equilibristi e I nostri ragazzi. Scritto da Valentina Ferlan e presentato al 27. Torino Film Festival, è un film del 2009 ed esce in sala il 27 agosto 2015, distribuito da Luce Cinecittà. Vincitore del Grand Prix e del Premio migliore interpretazione femminile a Victoria Larchenko al Festival del film italiano ad Annecy, ha riscosso notevole successo di pubblico e critica in Francia e ha per protagonisti Monica Guerritore, Antonio Catania, Iaia Forte, Giorgio Gobbi, Elio Germano e Myriam Catania. Un film che racconta due mondi lontani tra loro. Da un lato quello della prostituzione delle donne dell’Est e dall’altro quello della borghesia romana. Susanna è una donna dalla mentalità aperta, progressista che decide di accogliere e offrire una via di fuga a Nadja. Cerca di ridurre la distanza che c’è tra loro, forse con un pizzico di egoismo, senza ponderare però fino in fondo la sua decisione. Inevitabilmente gli iniziali equilibri saltano, e a poco a poco viene fuori “la distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere”.

La bella gente è una storia semplice, lineare, senza grandi drammi o momenti di pathos. Non ci sono personaggi buoni o cattivi, né eroi o fate madrine. De Matteo porta sul grande schermo il reale. La visione di due donne: una nata e vissuta nell’agiatezza, in un mondo fatto di riferimenti intellettuali, comodo e monotono; l’altra meno fortunata, costretta alla sopravvivenza, con poche possibilità e appartenente ad una cultura diversa. Un piccolo film che ruota attorno alla “divisione” per classi sociali, alla distanza tra chi ha i soldi e chi non li ha.

Susanna è felicemente sposata e ancora innamorata di Alfredo, ma in fondo la sua è una vita triste, senza motivazione. Circondata da gente della sua stessa “specie”, prova noia e vive insoddisfatta. Poter essere d’aiuto per Nadja la rende gioiosa e contenta prima, ma insicura, sofferente e fragile dopo. È espressione di una “società pronta a far finta di nulla di fronte alle differenze e alle prime difficoltà”. Nadja, invece, è una giovane donna indifesa, rassegnata al suo destino, che trova in Susanna e Alfredo un miraggio di salvezza, una possibilità di riscatto che termina nel peggiore dei modi: un secondo abbandono. Nadja rappresenta la visione disincantata e senza speranza dell’attuale società. Emblema di ciò è la scena finale in cui raccoglie i capelli in una coda e mette il rossetto, pronta ad indossare nuovamente la maschera che solo per pochi giorni ha accantonato.

Ancora prima di Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo ricostruisce il ritratto tragico di una società finta, in cui all’apparente benessere e tranquillità si affiancano il senso di instabilità e incertezza dovuto non solo alla crisi economica, ma anche alla perdita di umanità e al degrado morale. Chiave di questo mondo non perfetto come sembra sono personaggi sempre in bilico tra necessità e decoro.

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- PRESENTATO AL 27. TORINO FILM FEST (2009) NELLA SEZIONE "FESTA MOBILE - FIGURE NEL PAESAGGIO".

CRITICA

"Da 'Teorema' di Pasolini a 'Sei gradi di separazione', da 'L'ospite inatteso' a 'È arrivata mia figlia', non si contano i film in cui l'arrivo di un estraneo in una casa scardina equilibri erotici e affettivi, svela tensioni e pulsioni rimosse, insomma scoperchia i lati più gelosamente tenuti in ombra dai protagonisti. 'La bella gente' porta in questo nutrito filone cinematografico il tratto ispido e lo sguardo fermo di un regista che a volte non va troppo per il sottile, ma possiede una poetica solida e ben definita, come provano anche i suoi film successivi. Tutti dedicati a quella materia vischiosa che in Italia maschera conflitti di ogni natura, l'ipocrisia, senza distinzioni di sesso, classe o di età. La giovanissima prostituta ucraina (...) (l'eccellente Victoria Larchenko) non è però solo la cartina di tornasole delle nostre miserie. È anzitutto uno di quei personaggi-limite che il nostro cinema non sa più raccontare se non attraverso schemi e semplificazioni quasi sempre inaccettabili. Mentre De Matteo, senza uscire dai codici del più schietto naturalismo, riesce a darle una consistenza, un mistero, una profondità quasi miracolosi. Che relegano in secondo piano gli snodi più bruschi o le scene un po' didascaliche di cui fanno le spese, guarda caso, soprattutto i personaggi 'borghesi' (...). Ma queste forse sono sottigliezze. L'essenziale è che il film, benché tutto girato dal punto di vista dei padroni di casa, non perda di vista un attimo quella ragazza terrorizzata. Di cui in fondo non scopriremo mai nulla, proprio come i personaggi del film. Sembra poco ma è moltissimo. Un film più conciliante (più ipocrita) ci avrebbe ammannito una qualche rassicurante 'verità', biografica e sociale, sciogliendo un destino in un caso particolare. 'La bella gente' lascia tutto in sospeso. Nulla cambia, tutto può ricominciare domani. Viene quasi voglia di credere che proprio questa insolita durezza abbia fatto sparire il film per anni." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 agosto 2015)

"Il testo di Valentina Ferlan racconta tutto (...) quasi in tono sommesso, senza forzare mai le situazioni e la regia di Ivano De Matteo riesce a suscitarvi in mezzo le necessarie tensioni sentimentali e anche drammatiche affidandosi a interpreti che sotto quella guida, danno il meglio di se stessi. Susanna propone il felice ritorno di Monica Guerritore con i segni evidenti degli anni che passano anche per lei ma con sicuro dominio della recitazione, gestualità e mimica, raccolta e quieta 'l'intrusa', la russa Victoria Larchenko, come sempre prodigo della sua consueta bonomia, Antonio Catania nei panni rudi di Alfredo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 27 agosto 2015)

"(...) con notevole capacità di analisi dell'animo umano e delle sue bassezze, ritagliando per sé come sempre o quasi un ruolo attoriale disgustoso (il magnaccia è lui), il regista Ivano De Matteo ha eretto il suo castello. Per molto tempo e miserabili ragioni distributive che molto raccontano sullo stato del sistema cinema, questo racconto scritto anche da Valentina Ferlan, premiato ad Annecy e ovunque accompagnato da recensioni molto positive, in Italia non si è potuto vedere. Si intitola 'La bella gente', rivela a poco a poco intenzioni e contraddizioni dei protagonisti, costringe via via gli spettatori a non distrarsi, a vergognarsi, a identificarsi, a farsi domande e ha molti pregi. Tra momenti in cui bisogna decidere chi essere, rimpianti pelosi, amori di contrabbando, tuffi in piscina e figli viziatissimi con tanto di annoiata bionda al seguito (...). Molto ben recitato (Antonio Catania, Iaia Forte, Elio Germano, Giorgio Gobbi, Monica Guerritore, Victoria Larchenko, credibili, bravi) (...)." (Malcom Pagani, 'Il Fatto Quotidiano', 27 agosto 2015)

"Il titolo è volutamente beffardo: certa gente, bella in apparenza, è invece ipocrita e meschina. (...) Un passabile dramma familiare con qualche incongruenza: Tipo: possibile che il pappone non cerchi la sua schiava?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 agosto 2015)
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