Indivisibili

ITALIA - 2016
3/5
Indivisibili
Viola e Dasy sono due gemelle siamesi che cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere perché il loro sogno è la normalità...
  • Altri titoli:
    Indivisible
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ATTILIO DE RAZZA, PIERPAOLO VERGA PER TRAMP LIMITED, O' GROOVE, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM, MEDIASET PREMIUM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 29 Settembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Fianco a fianco, letteralmente, Viola e Dasy (le esordienti Angela e Marianna Fontana) cantano ai matrimoni e alle feste. Grazie alle loro esibizioni, le gemelle siamesi danno da vivere a tutta la famiglia: in primis al padre "impresario" Peppe (Massimiliano Rossi), che però poi quei soldi se li gioca al videopoker, poi alla mamma Titti (Antonia Truppo), insoddisfatta e strafumata, infine allo zio Nando (Marco Mario De Notaris) e a Nunzio (Tony Laudadio).

La vita, lungo il litorale domizio, scorre sotto il segno di questa "normalità" per le due ragazze, da poco maggiorenni, che accettano per inerzia anche di essere sfruttate a fini "taumaturgici". Saranno due inaspettati incontri - con un famoso agente (Gaetano Bruno) e con un chirurgo convinto di poterle dividere (Peppe Servillo) - a dare un'improvvisa scossa alle loro esistenze.

Dopo Mozzarella Stories e Perez, Edoardo De Angelis porta sullo schermo un film sulle difficoltà della separazione. Per farlo, utilizza la cifra della sceneggiata napoletana in chiave antirealista, puntando molto su scelte estetiche forti e definite, anche sottolineate dalle sempre splendide musiche originali (e le già note Mane e mane e Tutt'egual song' 'e criature) di Enzo Avitabile, oltre all'innegabile vitalità delle gemelle Fontana, alle quali ovviamente chiede moltissimo e, per questo, vanno loro perdonati alcuni eccessi.

Ma è una questione, quella dell'eccesso, che finisce purtroppo per caratterizzare il film nella sua seconda parte, quella che dalla presa di coscienza conduce alla (non facile) risoluzione: seppur attraverso dinamiche che potrebbero definirsi "oniriche", si pensi alla sequenza sul lussuoso panfilo dell'agente (che si chiama Marco Ferreri, chissà perché...), popolato da freaks di ogni sorta, passando per un (quasi) annegamento per arrivare poi ad un tentativo di suicidio, Indivisibili rischia lungo il cammino di "dividersi" dallo spettatore. Chiamato a non perdersi nelle acque dell'esagerazione.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT.

- PREMIO FEDIC, PREMIO LINA MANGIACAPRE, PREMIO FRANCESCO PASINETTI-SNGCI COME MIGLIOR FILM, CON UNA MENZIONE SPECIALE PER LE INTERPRETI ANGELA E MARIANNA FONTANA ALLA 13. EDIZIONE DELLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI-VENICE DAYS' (VENEZIA 2016).

- DAVID DI DONATELLO 2017 PER: MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE, PRODUTTORE, ATTRICE NON PROTAGONISTA (ANTONIA TRUPPO), MUSICISTA, CANZONE ORIGINALE ("ABBI PIETÀ DI NOI") E COSTUMISTA. ERA CANDIDATO ANACHE PER: MIGLIOR FILM, REGISTA, ATTRICE PROTAGONISTA (ANGELA E MARIANNA FONTANA), ATTORE NON PROTAGONISTA (MASSIMILANO ROSSI), AUTORE DELLA FOTOGRAFIA, SCENOGRAFO, TRUCCATORE (VALENTINA IANNUCCILLI), ACCONCIATORE (VINCENZO CORMACI), MONTATORE, SUONO ED EFFETTI DIGITALI.

- GLOBO D'ORO 2017 PER LA MIGLIOR MUSICA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM E ATTRICE (ANGELA E MARIANNA FONTANA).

- NASTRO D'ARGENTO 2017 PER: MIGLIOR SOGGETTO, PRODUTTORE (ATTILIO DE RAZZA HA VINTO ANCHE PER "L'ORA LEGALE" DI SALVO FICARRA E VALENTINO PICONE), COSTUMI, COLONNA SONORA E CANZONE ORIGINALE ("ABBI PIETÀ DI NOI"), PREMIO 'GUGLIELMO BIRAGHI' AD ANGELA E MARIANNA FONTANA. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM E REGIA.

CRITICA

"'Indivisibili' di Edoardo De Angelis, va visto perché tratta della nostra volgarità morale e materiale più di 'Reality' di Garrone e meno di 'Gomorra'. (...) Sul litorale di Castel Volturno (i luoghi di 'Perez'), distratto da musica neomelodica, le magnifiche canzoni di Enzo Avitabile, regna il potere del grottesco, della smorfia (...). Nella seconda parte il film va un po' in panne col barcone del bunga bunga ma in un crescendo di orrori poi recupera un finale atroce che racconta i baratri dell'Italia di oggi. Favola nera che ogni tanto si trasfigura come 'Jeeg Robot' quasi che il cinema non possa reggere l'urto. (...) le gemelle Angela e Marianna Fontana, sono eccezionali, utilizzando l'handicap come un virtuosismo da premio." (Maurizio Porro, 'Corriere della sera', 29 settembre 2016)

"L'estetica della bellezza naturale sconciata dalla mano umana, l'estetica di 'Gomorra' per dirla in breve, come egli stesso dichiara e come ha già dimostrato nei primi due film 'Mozzarella Stories' e 'Perez', affascinano Edoardo De Angelis, napoletano, che dalla fotogenia negativa del litorale casertano trae linfa per il suo sguardo visionario. (...) Angela e Marianna Fontana, gemelle, due talenti (...). La metafora - uccidere qualcosa di sé per crescere, sacrificare ciò che si ama per amarlo meglio - viene espressa con sapienza, con indubbia originalità e personalità creativa." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 29 settembre 2016)

"Sotto il cielo plumbeo di un hinterland senza speranze, al centro di un film potente e affascinante, le protagoniste (...), compiono il miracolo di un esordio straordinario." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 29 settembre 2016)

"(...) il punto forte di 'Indivisibili' non è il racconto. E' la presenza stessa di quelle due ragazze, così unite - da sempre - che condividono emozioni e piaceri se non pensieri e desideri. E' l'unione fra i loro volti antichi e il dialetto che parlano, infantile e sfacciato, immediato e corrotto. E' il contrasto fra la semplicità dei loro sogni e la bruttezza senza riscatto del paesaggio che le circonda, spiagge sporche, barche in secca, ponti sul nulla, caseggiati immensi e remoti. Un paesaggio autentico che nessuno scenografo oserebbe inventare ed è uno dei punti in comune tra il film di De Angelis, così potente benché imperfetto, e il suo più esplicito antecedente: il Marco Ferreri di 'La donna scimmia', 1964, misconosciuto capolavoro in cui l'imbonitore Ugo Tognazzi esibiva nelle fiere la moglie pelosissima Annie Girardot (e poi il suo corpo imbalsamato insieme a quello del bambino per cui era morta di parto, un finale così estremo che il produttore Ponti lo fece tagliare). Una filiazione consapevole, tanto che De Angelis battezza uno dei personaggi proprio Marco Ferreri. Anche se ciò che allora era profezia, ipotesi, deriva fantastica, oggi assume i toni dimessi e quasi quotidiani di una realtà già nota e riconoscibile." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 settembre 2016)

"Non sfugge neanche il musical all'ondata di religiosità che sembra materia irrinunciabile quest'anno tra i film della Mostra, la ritroviamo anche in Indivisibili di Edoardo De Angelis, dal ritmo cosi frizzante e battagliero (...). Utilizza spunti di superstizione popolare di cui si nutrono cronache e programmi televisivi, li rimescola e manipola secondo il gusto della commedia, accompagnati dalla musica (che fa da coprotagonista) di Enzo Avitabile. Il segreto del film è proprio nel saper padroneggiare i diversi materiali (superstizione, commedia. dramma adolescenziale, conflitto sociale, musical), obliquo rispetto agli scenari campani (siamo a Castelvolturno), con una perenne sensazione di aver già visto scene e situazioni pur nell'originalità del racconto. (...) Sono due rivelazioni le protagoniste esordienti (...). Tutti gli elementi della commedia drammatica «napoletana», diventano più cupi con questa particolare connotazione «casertana»: le componenti di umorismo e dialetto, canzoni, citazioni, prediche di un prete senza scrupoli, uno spettacolare gruppo di interpreti ne fanno un film di gusto inaspettato." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 4 settembre 2016)

"Con la sua storia disperata e fortissima, con la sua energia narrativa. Con le sue due attrici, ai cui occhi resti incollato, per tutto il film. (...) Il film è movimentato, intenso e forte, gronda verità, ma è anche raccontato in modo da farti stare incollato allo schermo. Il cinema italiano può essere anche questo." (Luca Vinci, 'Libero', 6 settembre 2016)
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