IN BARCA A VELA CONTROMANO

ITALIA - 1997
IN BARCA A VELA CONTROMANO
Il trentenne Massimo si fa ricoverare in un ospedale pubblico a Roma per un'operazione ai legamenti del ginocchio. Luigi, il suo compagno di stanza in ospedale da anni per alcune operazioni sbagliate, gli fa capire che l'intervento non è così semplice come sembra e che sarebbe forse più opportuno dare la precedenza ad altre persone anziane in lista d'attesa da tempo. Luigi in realtà sfrutta la sua situazione di 'esperto' dell'ospedale per organizzare un traffico di posti-letto d'intesa con alcuni infermieri, ed anche stavolta sembra avere successo. Luigi però non sa che Massimo non è un vero malato ma un medico disoccupato, cui la direzione dell'ospedale ha affidato il compito proprio di smascherare il traffico dei posti-letto. Massimo dopo un po' capisce che Luigi è diventato un vero punto di riferimento per tutto il reparto, entra in simpatia con lui, comincia a dubitare dell'incarico affidatogli da Cupreo, rampante medico aspirante primario. Incerto su come muoversi, riesce però alla fine a mettere gli uni e gli altri di fronte alle loro colpe, e poi lascia l'ospedale con il bagaglio di un'esperienza di vita non indifferente.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: TRATTO DALLA COMMEDIA "OPERAZIONE" DI STEFANO REALI
  • Produzione: MAURIZIO TOTTI PER COLORADO FILM
  • Distribuzione: MEDUSA - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1997.

CRITICA

"Divertente, eppure amarissima, commedia di Stefano Reali, tratta da una sua stessa pièce teatrale, che infila il bisturi nei bubboni della malasanità, svelando altarini insospettabili, almeno per le persone oneste. Senza la zavorra dei troppi colpi di scena e dell'immancabile romanesco, sarebbe un piccolo capolavoro. Tra gli ottimi protagonisti, spicca l'eccellente caratterista Antonio Catania". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 29 ottobre 2000)

"Simpatico e spigliato, 'In barca a vela contromano' non è comunque esente da difetti e pecca soprattutto per eccesso. La preoccupazione di far ridere a tutti i costi calca la mano sulla ricerca della facile battuta, a scapito del meccanismo narrativo e della struttura drammaturgica. A Reali va dato comunque atto di aver fatto un buon adattamento cinematografico della sua pièce teatrale, di averne snellito il testo, e di aver saputo equilibrare commedia e dramma, denuncia di costume e allegoria, trovando attori adeguati e miscelando il tutto nelle giuste dosi". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 22 ottobre 1997)

"Sceneggiato con l'aiuto di Abatantuono, che doveva essere nel cast, 'In barca a vela contromano', anche con le sue pendenze di struttura, è un film stimolante per come mescola reale e fantastico, la mutua e un po' di Kafka, un cardiologo sessuomane e un medico ambizioso, accuse e disamore verso un'Italia in cui è ormai quasi impossibile distinguere l'innocenza. Avverte il regista che, in fondo, tutto nasce dalla scarsità del nostro spirito civico". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 ottobre 1997)

"'In barca a vela contromano' inizia in modo molto convincente. Girato in un autentico reparto d'ospedale, con una fotografia sgranata e realistica inquadrata da una cinepresa mobile, il film di Reali restituisce bene la particolare atmosfera ospedaliera, con tocchi di autenticità tanto più credibili in quanto non sottolineati eccessivamente. Col procedere dell'azione, però, si fanno un po' macchinose le situazioni: una serie continua di ribaltamenti, equivoci e rivelazioni che sembrano la versione sanitaria dei classici 'gialli' a colpi di scena. Alla lunga l'accumulo rende meno sorprendenti le sorprese, mentre il film procede verso un epilogo in cui, alla descrizione di un microcosmo di cinismi contrapposti, subentra inesorabile la voglia di tenerezza. Con tutto ciò In barca a vela contromano ha la dignità, non trascurabile, di buon prodotto medio e gli attori fanno un ottimo lavoro di gruppo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 settembre 1997)
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