Il trasformista

ITALIA - 2002
Il trasformista
In seguito a una rovinosa alluvione del Po, in un paesino della bassa padana viene alla luce una discarica abusiva di sostanze tossiche. Colpito dalla scoperta dei bidoni di scorie tossiche, il leader ambientalista locale Augusto Viganò, un quarantenne idealista, decide di bloccare il treno speciale con il quale il ministro Antonelli sta girando la zona per verificare i danni causati dalle acque. Antonelli accetta di buon grado di visionare la discarica: fra i due nasce un feeling che, di lì a poco, porterà Augusto diritto in Parlamento a Roma. Ma l'ambiente romano può essere ricco di tranelli e tentazioni...
  • Altri titoli:
    The Chameleon
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: CASANOVA ENTERTAINMENT, RAICINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 22 Novembre 2002

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

CRITICA

"'Il trasformista' non è solo una risposta populista al 'Portaborse'. I toni sono un po' incerti, gli spunti abbondanti anche se non sempre di primissima mano. Barbareschi però chiama le cose col loro nome: il suo Viganò viene da Venaria, sul Po; coltiva sogni ambientalisti; viene eletto nel Polo delle Libertà; assiste a intrallazzi e inciuci ovunque, in parlamento, in chiesa, in terrazza, non sempre restandone fuori. Psicologicamente è affrettato, approssimativo, a tratti ovvio o caricaturale. Ma certi meccanismi sono ben descritti. E sono ben disegnate le figure di contorno, l'infido Rocco Papaleo, il maneggione Luigi M. Burruano, il ministro Arnaldo Ninchi, la moglie Gea Lionello, l'aspirante starlette Bianca Guaccero. L'unica a farcela - e il solo vero successo politico di Viganò, guardacaso". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 novembre 2002)

"Inequivocabile e imbarazzante regolamento di conti fra Barbareschi e il suo editore di riferimento, becca a volte qualche verità sull'inciviltà della politica. A destra e a sinistra. Tra frasi celebri e un'ingenuità da neofita che è difficile da accettare (...) E un film sul Parlamento, con satira ed eccessi di grottesco. Poteva farlo (meglio, peggio) qualcun altro. L'ha fatto Barbareschi". (Silvio Danese, 'La Nazione', 22 novembre 2002)

"'Il trasformista' è un film sinceramente arrabbiato, che coltiva molti stili, poi svicola in un'inutile love story su cui impazza il piano sequenza. Niente di nuovo, ma espresso con buon senso civile e narrativo, da commedia italiana, e un cast molto centrato, specie nelle espressive parti di contorno (Papaleo, Ninchi e Burruano). Si esce con un catartico senso di vergogna". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 novembre 2002)
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