Il Gattopardo

ITALIA, FRANCIA - 1963
1860, Garibaldi con le sue camicie rosse invade la Sicilia. Nonostante lo sconvolgimento politico, l'aristocratico don Fabrizio, Principe di Salina compie egualmente con la sua famiglia il viaggio annuale verso la residenza di campagna di Donnafugata. Qui il Principe viene a sapere da Padre Pirrone che Concetta, sua figlia, si è innamorata di Tancredi, il nipote prediletto di don Fabrizio. Ma le speranze di Concetta sfioriscono rapidamente quando appare la figlia del Sindaco, Angelica Sedara. Don Fabrizio si rende conto che questo connubio tra la nuova borghesia e la declinante aristocrazia è uno dei mutamenti che deve essere accettato. Questa intesa verrà consacrata durante un grandioso ballo al termine del quale il principe si allontana meditando sul significato dei nuovi eventi che richiamano la sua attenzione e lo spingono a un sofferto bilancio della propria vita.

CAST

NOTE

- BALLI COREOGRAFATI DA ALBERTO TESTA.

- PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1963.

- DAVID DI DONATELLO 1963 PER MIGLIORE PRODUTTORE A GOFFREDO LOMBARDO.

- NASTRO D'ARGENTO 1964 PER MIGLIOR FOTOGRAFIA E SCENOGRAFIA.

- PREMIO FELTRINELLI DELL' ACCADEMIA DEI LINCEI A LUCHINO VISCONTI.

- PRIMA PROIEZIONE: 28 MARZO 1963.

- NEL 2013, ATTRAVERSO IL PROGETTO DISTRIBUTIVO "IL CINEMA RITROVATO" DELLA CINETECA DI BOLOGNA, IN COLLABORAZIONE CON CIRCUITO CINEMA, IL FILM TORNA NELLE SALE ITALIANE NELLA VERSIONE RESTAURATA DALLA CINETECA DI BOLOGNA E DAL LABORATORIO 'L'IMMAGINE RITROVATA', IN COLLABORAZIONE CON THE FILM FOUNDATION DI MARTIN SCORSESE.

CRITICA

"(...) Solo Visconti, comunista e aristocratico, poteva con tanta sottigliezza dosare il grado di scetticismo e di poetica nostalgia del principe di fronte alle questioni sociali e politiche dell'epoca (...). E' il film di Visconti più equilibrato, più misurato, più puro e più accurato (...)". (Alberto Moravia, "L'Espresso", 7 aprile 1963)

"Continuano le uscite dei film restaurati dalla Cineteca di Bologna (il primo è stato 'Delitto perfetto' di Hitchcock) e continuano le gioie per gli spettatori. (...) Rivedere il film al cinema è bello e doveroso per due motivi. In primo luogo, non pensiate di averlo mai davvero «visto» in televisione: Visconti pensava cinema in grande e 'Il gattopardo', nella sua testa e in quella del produttore Goffredo Lombardo, era la risposta italiana a 'Via col vento', per cui la magniloquenza dello stile era insita nella natura stessa del racconto. Le masse e i paesaggi erano pensati per essere ammirati sul grande schermo, e anche le scene più intimiste avevano una loro «enormità» dovuta anche alla possanza fisica di Burt Lancaster, magnifico interprete del principe di Salina. Inoltre, se all'epoca 'Il gattopardo' fu letto tutto all'interno di una diatriba politica che aveva coinvolto da subito il romanzo di Tomasi da Lampedusa e che era comprensibile solo collocandola negli anni del primo centro-sinistra, oggi il film - dopo l'anniversario del 1961 - può essere finalmente considerato una riflessione importante sul Risorgimento come rivoluzione tradita. Quella era l'idea di Visconti e dei suoi sceneggiatori (diversa da quella del romanziere), e quello è il modo giusto per ripensare il film oggi." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 24 ottobre 2013)
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