Il ferroviere

ITALIA - 1955
La sera di Natale, Andrea, macchinista delle ferrovie, dopo il lavoro fa una lunga sosta all'osteria, dove beve abbondantemente. Rientrato a casa, trova i familiari, contrariati, ad aspettarlo. La più dispiaciuta è la figlia Giulia, prossima al parto, che si sente male e perde il bambino. Andrea, che aveva spinto Giulia a sposare l'uomo che non era più sicura di amare, rimane sconvolto. Nei giorni successivi, l'investimento accidentale di un suicida e la mancata osservazione di un segnale di blocco, provocano un'inchiesta a suo carico e aggravano la sua condizione psicologica. Nel frattempo, la sua famiglia si disgrega: i due figli maggiori, Giulia e Marcello, dopo l'ennesima lite, decidono di tagliare i ponti con la famiglia. Solo con la moglie e il piccolo Sandrino, abbandonato dai compagni del lavoro, Andrea cerca rifugio nel vino e nelle cattive compagnie. Solo l'affetto di Sandro, con la sua fiducia incrollabile nel padre, riuscirà a sottrarre Andrea dal suo profondo abbattimento e a fargli tornare la voglia di vivere. Costretto a letto per una malattia, la sera di Natale, vedrà riunirsi finalmente al suo capezzale, famiglia e amici e, con le sue ultime forze, Andrea imbraccerà la chitarra per intonare una serenata a sua moglie.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL IX FESTIVAL DI CANNES (1956).

- MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA DELL'O.C.I.C.

- NASTRO D'ARGENTO 1956 COME MIGLIOR FILM.

CRITICA

"Alta classe cinematografica e serio interesse umano sono i due caratteri distintivi del 'Ferroviere' di Germi. Rari, forse anche nella produzione mondiale, sono i film così formalmente ineccepibili. (...) Ho paura che scegliendosi Germi sia stato un po' indulgente con sé stesso: la compiacenza con cui insiste a tenersi sotto la macchina da presa rasenta già leggermente il narcisismo." (Filippo Sacchi, "Al cinema col lapis", 1958, Mondadori)
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