IL COMMISSARIO PEPE

ITALIA - 1969
Commissario di polizia in una cittadina del nord piuttosto tranquilla, il dottor Pepe viene un giorno incaricato e sollecitato a svolgere indagini sul malcostume dilagante che uno strano tipo di invalido anarcoide denuncia gridando per le strade e con lettere anonime. Dopo una prima breve inchiesta Pepe trova implicati, tra gli altri, alcuni personaggi di vario ceto sociale: due vecchi che affittano stanze per convegni amorosi; una ex manicure che vive con dieci studenti; la figlia del prefetto, minorenne, che si prostituisce per mantenere l'amante; un illustre clinico dedito a rapporti particolari così come il preside della scuola; una nobildonna patronessa di opere assistenziali, che usa la sua villa per riunioni orgiastiche; una suora che ha strani rapporti con le sue alunne. Il commissario, che comprende la gravità della situazione, cerca dapprima di risolvere con le buone alcune situazioni poi prepara le denuncie presentando il fascicolo ai superiori. Pur elogiato per il suo scrupoloso lavoro, Pepe viene invitato a depennare dalla lista dei colpevoli i nomi più illustri per evitare uno scandalo. Posto di fronte a un così grave caso di coscienza, brucia il fascicolo e resta in attesa del trasferimento.

CAST

NOTE

- PREMIO A UGO TOGNAZZI (MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE) AL FESTIVAL DI MAR DEL PLATA (1970).

- IN UNA SEQUENZA TELEVISIVA APPARE ANCHE IL POETA GIUSEPPE UNGARETTI.

CRITICA

"(...) Umani problemi di un onesto commissario, che non ha la stoffa dell'eroe, di fronte ai vizi di una (...) città di provincia. Con Ugo Tognazzi protagonista agrodolce sotto la direzione discreta di Ettore Scola, si sorride compassionando il commissario e noi". (Domenico Meccoli, "Epoca", 995, 19.10.1969)
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