Ieri, oggi, domani

ITALIA - 1963
"Adelina" - Una venditrice abusiva di sigarette per non essere arrestata ricorre ad una lunga serie di maternità. Il carcere sarà così evitato fino a quando un incidente imprevisto toglierà Adelina dal suo stato di gestazione perpetua. Ma la generosità del popolo napoletano riuscirà ugualmente a risolvere tutto.

"Anna" - Una ricca signora milanese inizia un idillio con un uomo di modeste condizioni per cercare di evadere dal suo arido mondo. Basterà però un banale incidente perché in Anna riaffiori lo spirito che la spingerà ad abbandonare l'uomo per ritornare nel suo mondo.

"Mara" - Mara è una ragazza squillo di cui s'innamora un giovane seminarista. Anche Mara è attratta da lui; ma quando si accorge che per lei il giovane sta per abbandonare gli studi, lo convince a tornare in seminario, mentre lei tornerà alla sua vita e ai suoi amori.

CAST

NOTE

- IL FILM E' STATO GIRATO NEGLI STUDI DELLA TITANUS-APPIA. ESTERNI A NAPOLI, ROMA E MILANO.

- OSCAR PER MIGLIOR FILM STRANIERO 1964.

- PREMIO DAVID 1964 PER MIGLIORE ATTRICE (SOPHIA LOREN), MIGLIORE ATTORE (MARCELLO MASTROIANNI) E MIGLIORE PRODUZIONE (CARLO PONTI).

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGNTO 1964 PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (SOPHIA LOREN) E FOTOGRAFIA A COLORI.

CRITICA

"Si tratta di un film scritto per mettere in valore le doti di venustà e di bravura di Sophia, poco impegnato quindi nell'approfondimento di situazioni e caratteri. Piuttosto velenoso il secondo episodio che tuttavia si morde la coda." (Pietro Bianchi, 'Il Giorno', 22 dicembre 1963)

"(...) uno dei titoli ('Ieri, oggi, domani') che fanno ex aequo simpatia, affetto e nostalgia, off limits da un giudizio critico stemperato nella satira di costume dell'Italia non più povera ma ancora bella del '63, intrecciata nella nostra vita e nella carriera di maxi personalità come Vittorio De Sica, Sophia Loren e Marcello Mastroianni. (...) lasciati i ladri di biciclette e gli Umberti D all'Italia dei sorpassi, De Sica cerca nel realismo sentimentale ad area geografica un verace pass per un giro dell'oca italiano che inizia in grottesco con lo strepitoso episodio napoletano, eduardiano assai, della contrabbandiera Adelina che sforna figli no stop per evitare il carcere, mandando in tilt i cromosomi del povero Marcello; segue la sofisticata Anna nella Milano già da bere e in spider (brano inadatto ai temperamenti). Termina con lo sketch cult cullato da «Abatjoun (canzone amata da Fellini in Amarcord) che anche Altman si sentì di omaggiare nel suo film sulla moda (...) Tina Pica, attrice eduardiana anche stavolta marchio di fabbrica." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 agosto 2016)
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