I love Radio Rock

The Boat That Rocked

GRAN BRETAGNA - 2009
3/5
I love Radio Rock
Inghilterra, 1966. L'etere britannico è monopolizzato dalla BBC e per ordine del ministro Dormandy gli amanti del rock 'n roll hanno a disposizione solo due ore a settimana di trasmissione per ascoltare la loro musica preferita. Ma nel bel mezzo del mare del Nord c'è una barca che ospita una stazione radio pirata, gestita da un gruppo di eclettici DJ, che trasmette 24 ore su 24 di pura musica rock e pop. Ed è qui che viene catapultato il giovane Carl, espulso da scuola per motivi disciplinari, dove vivrà un'affascinante avventura all'insegna di sesso, droga e rock 'n roll.
  • Altri titoli:
    Pirate Radio
    Radio Rock Revolution
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS, PORTOBELLO STUDIOS, TIGHTROPE PICTURES, MEDIENPRODUKTION PROMETHEUS FILMGESELLSCHAFT
  • Distribuzione: UNIVERSAL
  • Data uscita 12 Giugno 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Inghilterra, 1966. L'etere britannico è monopolizzato dalla BBC e per ordine del ministro Dormandy gli amanti del rock‘n'roll hanno a disposizione solo due ore a settimana per ascoltare la loro musica preferita. Ma un rimedio c'è: nel bel mezzo del mare del Nord, una barca ospita una stazione radio pirata, gestita da un gruppo di eclettici DJ, che trasmette 24 ore su 24 pura musica rock e pop. Ed è qui che il giovane Carl, espulso da scuola per motivi disciplinari, vivrà un'indimenticabile avventura a base di sesso, droga e, ovviamente, rock.
E' I Love Radio Rock, scritto e diretto da Richard Curtis, regista di Love Actually e sceneggiatore di Il diario di Bridget Jones e 4 matrimoni e un funerale.
Con All Day and All of the Night dei Kinks a commentare i titoli di testa della sua seconda prova dietro la macchina da presa, uno score nostalgicamente da applausi, tra Turtles, Box Tops e Troggs, accompagna l'equipaggio di Radio Rock, l'emittente pirata di Quentin (Bill Nighy), padrino del giovane Carl (Tom Sturridge): capo della crew è l'americano "Il Conte" (Philip Seymour Hoffman), spalleggiato dall'ironico Dave (Nick Frost), il tenero e romantico Simon, l'enigmatico rubacuori Mark, l'hippie Wee Small Hours Bob, il cronista On The Hour John, il rompiscatole Angus "The Nut" Nutsford e Thick Kevin. A questa divertente e colorata accozzaglia, si unirà Gavin (Rhys Ifans), tornato da uno "stupefacente" viaggio in America per riprendersi il trono di più grande disc-jockey d'Inghilterra, mentre il ministro Dormandy (Kenneth Branagh), impegnato a reprimere ogni fermento giovanile, dichiara guerra senza quartiere ai pirati dell'etere.
Ispirandosi ai classici M.A.S.H. e Animal House, Curtis confeziona un dichiarato omaggio ai deejay delle mitiche stazioni radio illegali: più vicino alla spensierata, lisergica gaiezza di Landis che alla critica al sistema di Altman, d'altronde, poco nelle corde di Curtis, che si conferma ottimo direttore di attori  e insieme fautore di una leggerezza senza sottotesti ideologici e, purtroppo, senza ping-pong sul presente.
Se la ricostruzione storica è accurata e la comicità garantita dalle battute irriverenti dei deejay - ma mezz'ora in meno non avrebbe guastato -  per Curtis basta e avanza: non cercate altro, ma fatevi cullare da quel mare rockeggiante. La libertà d'espressione rimane negli abissi, l'amore per la musica si vede e, soprattutto, si sente: "La cosa che dà un senso a questo mondo folle è il rock and roll. E io sono stato folle a pensare che avrei mai potuto abbandonarlo". Lo dice Gavin, lo penserete anche voi.

CRITICA

"L'epopea umana e musicale di Radio Rock e della sua fauna di deejay votati alla causa, a Jimi Hendrix e all'egocentrismo variopinto, è raccontata con abile umorismo e toccante atmosfera da Richard Curtis che scrisse 'Quattro matrimoni...', 'Notting Hill' e i film di Bridget Jones. Un timido 17enne con look da beatle sale a bordo, diviene mascotte e testimone di epiche disfide tra onde e vinile, nonché di un crazy matrimonio impossibile e della prima parolaccia on line ('Sara il c... che ci fotterà'). Trova un padre nel club di solo uomini (con cuoca lesbica), poi naufraga con sottofondo di 'A Whiter Shade of Pale' nel gran finale in stile Attimo Fuggente sul Titanic, sulle rive di Mompracem." (Alessio Guzzano, 'City', 12 giugno 2009)

"Sembra una farsa, invece è cronaca. 'I love radio rock', diretto da Richard Curtis sceneggiatore di 'Quattro matrimoni e un funerale', 'Notting Hill', racconta la storia con esattezza e insieme romanzandola: il protagonista che sale sulla nave come avrebbero voluto fare milioni di ragazzini impara rock, vita e amicizia: il gruppo di dj capitanato dall'incantevole The Count, Philip Seymour Hoffman, gli insegna creatività, indipendenza e disobbedienza, oltre a simboleggiare quanto fossero differenti e migliori, nei Sessanta, le persone. La grazia e il divertimento del film sono brillanti, fuori del comune." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 18 giugno 2009)

"La descrizione d'ambiente è perfetta, un insieme di feste, sesso e droga praticati con la maggiore libertà. E' una delle rare volte in cui gli Anni Sessanta non vengono ricordati con superficialità e melensaggine, ma evocati attraverso pulsioni profonde d'insofferenza e rivolta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 giugno 2009)

"'I Love radio rock' si presenta come una sorta di musical pop-rock condotto da un gruppo di attori strepitosi e meravigliosamente assortiti, capaci di calarsi nei panni di personaggi mitici e reali che hanno fatto sognare una generazione intera di inglesi. Oltre a Branagh (e a un cameo strepitoso di Emma Thompson) c'è Philip Seymour Hoffman nei pani de Il Conte, il barbuto grosso leader americano della radiofonia libera, secondo solo a Rhys Ifans, in arte dj Gavin, una star assoluta, ipersessuato, capace di una conduzione radiofonica provocatoria, iconoclasta e oggi semplicemente impensabile. E poi, a capo di tutta la baracca, c'è Bill Nighy, il manager, elegante, raffinato, illuminato, completamente fuori di testa. Insomma c'è di che divertirsi in questa ricostruzione raffinata e musicalmente ineccepibile." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 18 giugno 2009)

"La magnifica stagione libertaria delle radio pirata, con studi di registrazione e stazioni trasmittenti al largo del mare del Nord, rivive nell'ultimo film di Richard Curtis, l'autore di 'Quattro matrimoni e un funerale', e di 'Love Actually', intitolato in originale 'The Boat that rocked', una commedia energica e leggera come un integratore di vitamine." (Flaviano De Luca, 'Il Manifesto', 12 giugno 2009)

"Che bella sorpresa 'I Love Radio Rock', originalissima, spiritosa e perfino commovente commedia, che racconta la storia vera di Radio Caroline, un'emittente privata che sfidò leggi incredibilmente repressive. Mare dei Nord, 1966. Ha un successo clamoroso in tutta la Gran Bretagna la radio pirata che su una nave molto al largo trasmette rock. Ma il ministro astioso le dichiara guerra. Avrà pane per i suoi denti. Accompagnata dalla magnifica colonna sonora, destinata a far sussultare il pubblico coi capelli grigi, una superba squadra d'attori, da cui alla fine spiace separarsi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 giugno 2009)

"Il regista Richard Curtis non ha scordato come si mette assieme una buona sceneggiatura, rispetto a quando scriveva successi dal titolo 'Quattro matrimoni e un funerale' o 'Notthing Hill': anche se questa volta esagera un po' nel moltiplicare i finali di un film lungo 2 ore e 10'; senza, tuttavia, generare un attimo di noia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 12 giugno 2009)

"Sesso, droga e rock'n roll, e un poco di Titanic, in questa commedia intelligente, divertante, ben scritta e diretta da Richard Curtis che vi consigliamo di andare a cercare anche nelle brume dei multiplex dell'hinterland. Perché 'The boat that rocked' è un film pieno di humour e musica, che si meritava un'uscita diversa: ma si sa che le major non sono cinofile." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 giugno 2009)
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