Gosford Park

ITALIA, USA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA - 2001
Gosford Park
TRAMA BREVE
Inghilterra primi anni '30. Sir William McCordle e sua moglie Lady Sylvia invitano alcuni parenti ed amici (accompagnati dai relativi domestici) nella loro villa in campagna per un weekend di caccia e relax. Tutto sembra procedere per il meglio, con i ricchi signori che si divertono nei salotti dorati e i domestici che si scambiano pettegolezzi nei locali ai piani inferiori, finché non viene commesso un omicidio. Tutti gli abitanti della casa vengono pregati di non lasciare il luogo del delitto così che la polizia possa raccogliere tutti gli indizi necessari a risolvere il caso.

TRAMA LUNGA
Novembre 1932. Nella magnifica tenuta di campagna di Gosford Park, Sir William McCordie e la moglie, lady Sylvia, organizzano una festa che si protrarrà per l'intero week-end. Il gruppo di invitati è piuttosto eterogeneo: c'é Constance, contessa di Trentham, zia di lady Sylvia; c'è Anthony Meredith, ex ufficiale eroe della guerra mondiale; c'è Ivor Novello, attore famosissimo delle matinée britanniche; c'è Morris Weissman, americano, produttore dei film della serie Charlie Chan, di cui sta mettendo in cantiere una nuova avventura. Ci sono poi Isobel, figlia di lady Sylvia, e Louisa, la sorella minore con il marito Raymond. Tutti gli ospiti arrivano nella residenza in compagnia della servitù. A questi ultimi, i domestici di casa assegnano i posti, e ricordano che i loro nomi in quella occasione sono quelli dei rispettivi padroni: ad organizzare sono Jennings, capo maggiordomo; la sigonra Wilson, la governante; la signora Croft, la cuoca; Elsie, la capocameriera. Dopo la prima notte (in cui Henry, valletto un po' strano di Morris si è spinto a portare il latte in camera di lady Sylvia), il mattino seguente il gruppo parte per la caccia. Verso la fine, sir Williams viene sfiorato da un misterioso proiettile sparato non si sa da chi. La sera a cena, Elsie mentre serve prende la parola in difesa di sir Williams, di cui è l'amante, e subito scappa, consapevole che per lei non c'è più posto in villa. La signora Wilson porta un caffè in biblioteca a sir William, lui lo rifiuta, beve un liquore. Poco dopo, non vedendolo, Isobel va a cercarlo e lo trova morto. Arriva l'ispettore Thompson e comincia ad indagare. Intanto si scopre che quello arrivato con Morris non è un valletto ma un attore, convocato per imparare da vicino certe usanze britanniche. Mentre l'ispettore interroga, Mary, la cameriera di Constance, riesce a sapere che sir William era il padre di Robert, valletto di Raymond. William, quando aveva le fabbriche, ne approfittava per avere rapporti con quasi tutte le operaie, i cui figli poi prendevano strade diverse, in vari orfanotrofi. La signora Wilson è sorella della signora Croft, e la mamma di Robert. Ora il cerchio si è chiuso. L'ispettore va via senza aver individuato il colpevole. Mary sale sulla carrozza della sua padrona lady Constance. Gosford Park resta di nuovo in solitudine.
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GIALLO
  • Tratto da: ispirato al film "La regola del gioco" di Jean Renoir (1939)
  • Produzione: CAPITOL FILM, CHICAGOFILMS, FILM COUNCIL, MEDUSA PRODUZIONE, SANDCASTLE 5 PRODUCTIONS, USA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA (2002)
  • Data uscita 8 Marzo 2002

NOTE

- GOLDEN GLOBE 2002 A ROBERT ALTMAN PER MIGLIOR REGIA.

- OSCAR 2002 PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE A JULIAN FELLOWES.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2002 PER LA REGIA DEL MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"Robert Altman impernia l'intrigo sui rapporti di classe, suddividendo il folto cast in due piccoli eserciti di padroni e servi e introducendo un personaggio che, sotto mentite spoglie, si muove all'incrocio dei due mondi. Il coordinamento degli attori, specialità del regista di Kansas City, funziona come un congegno a orologeria; quanto alle atmosfere, esportate in Inghilterra, sono assai meno 'altmaniane' del solito: evocano piuttosto i film di James Ivory di cui questo può anche essere letto come una sottile parodia (...) La rappresentazione del bel mondo degli anni '30, tra nobili e produttori hollywoodiani, è impeccabile: non mancano battute divertenti: però il film, pur senza deludere, non è fra i migliori di Altman". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 febbraio 2002).

"Una villa in campagna, una partita di caccia, un delitto a porte chiuse. E una casa dove tutti, servi e padroni, hanno qualcosa da nascondere. E' 'Gosford Park' di Robert Altman, spietata analisi di costume condotta nell'Inghilterra del 1932, quando i domestici erano ancora legioni e pativano regole e gerarchie non meno micidiali di quelle dell'aristocrazia. Agatha Christie ('Dieci piccoli indiani') più Jean Renoir ('La regola del gioco'). Cast super. Addestrato dietro le quinte da veri maggiordomi?". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero, '8 marzo 2002)

"Perfetta vicenda corale social-poliziesca con una ventina di intrighi benissimo intrecciati e ritmati, testimonianza del gran talento di Altman, che sembra crescere e affinarsi con l'età (...) Attori inglesi, meravigliosi". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 marzo 2002)
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