Gloria Mundi

FRANCIA, ITALIA - 2019
1,5/5
Gloria Mundi
Dopo aver scontato una lunga condanna, Daniel esce di prigione e torna a Marsiglia. Sylvie, la sua ex moglie, l'ha avvertito che è diventato nonno: Mathilda, la loro figlia, ha infatti dato alla luce Gloria.
Il tempo è passato, e ognuno si è fatto o rifatto una vita...
Andando a conoscere la bambina, Daniel scopre una famiglia che lotta in ogni modo per restare in piedi: quando un colpo del destino spezza questo fragile equilibrio Daniel farà di tutto per aiutarla.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: MARC BORDURE, ROBERT GUÉDIGUIAN, ANGELO BARBAGALLO PER EX NIHILO, AGAT FILMS & CIE IN COPRODUZIONE CON FRANCE 3 CINÉMA, BIBI FILMS TV
  • Distribuzione: PARTHÉNOS

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Sic transit Gloria mundi, e che abbia in testa Robert Guédiguian lo rivela nelle note di regia: “Parafrasando Marx: ovunque regni, il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone, se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico”. Prosit.

Sicché, nuovamente in Concorso a Venezia dopo il convincente La casa sul mare del 2017, il regista francese dirige un film a tesi, appoggiato su un manipolo di fedelissimi e non: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Lola Naymark, e a Marsiglia raccoglie i cocci di una lotta di classe che oggi è implosione familiare, guerra tra poveri consanguinei, e ci siamo capiti.

La neonata Gloria non sarà il sol dell’avvenire, ma una pioggia fina che inzuppa le ossa e marcisce dentro: i nonni (Ascaride e Darroussin) sono solidali e impotenti, i genitori o falliti e provati (Demoustier e Stévenin) o rampanti, tutti coca e sesso, e forse a cavarsela meglio è chi esce di prigione dopo decenni, gli haiku per compagni, il mondo fuori per estraneo.

Nobili intenzioni, esiti pessimi: Gloria mundi è film massimamente non riuscito, malamente programmatico, vanamente paradigmatico, una serie di sfortunati eventi catalizzato dall’ideologia, edificante tra le macerie.

Gli attori ci provano anche, ma il film sta peggio dei loro poveri personaggi: tutto tagliato con l’accetta, esemplare e smodato, e quando nel finale compare il ralenti con tanto di battito cardiaco, be’, sic transit gloria film.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL +, FRANCE TÉLÉVISIONS, CINÉ+; IN ASSOCIAZIONE CON: LA BANQUE POSTALE IMAGE 12, CINÉVENTURE 4, CINÉMAGE 13; CON IL SUPPORTO DI LA RÉGION PROVENCE ALPES CÔTE D'AZUR; IN PARTNERSHIP CON CNC.

- COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE AD ARIANE ASCARIDE ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).
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