Gli inaffidabili

ITALIA - 1997
Gli inaffidabili
Come ogni anno, un gruppo di amici si ritrova in una grande villa-albergo per trascorrervi i due giorni intorno a Pasquetta. Stavolta quella che sembra una semplice rimpatriata si trasforma in qualcosa di più serio. Renato, che fa il padrone di casa, vorrebbe affrancarsi dalla moglie Cinzia e dal padre di lei, in realtà i veri proprietari di tutto, e chiede prestiti agli amici per una fantomatica operazione da compiere insieme. Michele, separato, arriva con l'amica russa e la figlia diciottenne; l'avvocatone sospetta che il figlio sia omosessuale; Nino, presentatore televisivo, è assillato dal dubbio di avere l'aids; Sergio e Lillo si sono risposati ciascuno con la moglie dell'altro; Fulvio e Diego fanno scherzi a tutti, e altri personaggi che animano il panorama tra amanti, transessuali, un notaio che ingoia droga, va fuori di testa e, credendosi Gesù, comincia a predicare. Quando tutti se ne vanno senza aver concluso nulla, Renato lascia la moglie e parte verso Milano. Sulla strada imbarca la ragazza russa, lasciata a piedi da Michele.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORE
  • Produzione: GIOVANNI DI CLEMENTE PER CLEMI CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (1997) - MFD HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1997.

CRITICA

"Se un film deve essere un prodotto di consumo, secondo una logica da fast food, 'Gli inaffidabili' diventa un panino imbottito da finire in velocità. Con la provola delle battute sguaiate; il prosciutto delle 'stangone' belle e accessibili e il pane, ormai un po' raffermo: il pane quotidiano dei personaggi televisivi che i canali nazionali proponevano negli anni '80 e in parte continuano a rifilare. Molto televisivo. Con 'I Gatti di Vicolo Miracoli' riuniti al gran completo, il film dà quello che promette nel titolo ed è una galleria di esseri umani disonesti e inattendibili, con tre fisse: il sesso, i soldi e il divertimento. Un'umanità scadente insomma, come un pasto consumato di fretta". (Cristina Giuliano, 'Film')
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