FANFULLA DA LODI

ITALIA - 1940
Fanfulla da Lodi, al soldo del signore di Termoli, conquista il castello di Saccolo. Ma, dopo la vittoria, si impietosisce della sorte del vinto e della sua bellissima figliuola; egli promette la vita al vecchio prigioniero e fa fuggire la ragazza con il cugino di lei ferito durante il combattimento. Quando il Termoli sopravviene, ordina l'uccisione del Sassolo e l'inseguimento dei fuggitivi, poiché egli desidera far sua la ragazza. Fanfulla si ribella e si allontana per salvare i due fuggiaschi. Dopo una lunga serie di traversie drammatiche - durante le quali il Fanfulla, stanco della sua vita avventurosa, ha cercato una parentesi di pace in un convento francescano - la ragazza insieme con il cugino, è presa prigioniera dagli scherani del Termoli. Allora Fanfulla, abbandonato il saio, si diparte per questa opera di giustizia: con i suoi uomini, presto radunati, assalta il castello e salva i suoi protetti.

CAST

NOTE

GIRATO NEGLI STABILIMENTI TITANUS ALLA FARNESINA. IL FILM FUDIRETTO ANCHE DAL CONTE ANTAMORO CHE, STRANAMENTE, NELLE RECENSIONI D'EPOCA NON VIENE MAI CITATO.
DIALOGHI: GIUSEPPE ZUCCA.
DIRETTORE DI PRODUZIONE: GIOVANNI B. SEYTA.

CRITICA

"Il film è fortemente colorito, sbrigativo, senza mezzi termini: i buoni e bravi da una parte, i rei e i malvagi dall'altra. ha diretto Carlo Duse che è anche uno degli interpreti. (...) La regia ha il torto di essere troppo torva e truce quando non è trucibalda. Ma, per essere un debuttante in questo campo, rivela già un certo mestiere." (Sandro De Feo, "Il Messaggero", 11 febbraio 1940).
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