Estate Romana

ITALIA - 2000
Scenografo napoletano piuttosto pigro e svogliato, Salvatore vive in un grande appartamento dalle parti di piazza Vittorio a Roma. Ad aiutarlo c'è la sua assistente Monica, una ragazza separata con una bambina che cerca di far crescere per il meglio, anche se la suocera minaccia di portargliela via e le liti sono sempre molto accese. Salvatore deve portare a termine la realizzazione delle scene di uno spettacolo di 'teatro-danza' ispirato a 'Guerre stellari'. Il lavoro però procede a rilento, il regista mostra impazienza, e, mentre Monica opera su alcuni pianeti, Salvatore ritocca un enorme mappamondo che ha invaso gran parte del suo studio. Una mattina di luglio, senza preavviso, torna Rossella, la padrona di casa, attrice nota nel teatro di ricerca anni '70, ora emarginata e bisognosa di riallacciare vecchie amicizie. Salvatore, Monica e Rossella cominciano una inevitabile e faticosa convivenza...

CAST

NOTE

- LA COMMEDIA RAPPRESENTATA DURANTE LA FESTA E' 'LA CASA SULLA CASCATA' DI GIANCARLINO BENEDETTI, CON LA SCENOGRAFIA DI ADELAIDE INNOCENTI.

- PRESENTATO NELLA SELEZIONE UFFICIALE ALLA 57 MOSTRA DI VENEZIA (2000).

- GRATO A ROMA NEL QUARTIERE ESQUILINO.

CRITICA

"[...] Garrone imbastisce così un fecondo viaggio in una Roma sconosciuta, dove il melting pot è una dimensione del quotidiano, precaria ma possibile. Una menzione speciale per gli attori e in particolare per la sofferta e trasognata Rossella Or che, con il cammeo di Victor Cavallo, è un doveroso omaggio al mitico 'Beat 72'". (Fabrizio Liberti, "Film TV", 02 settembre 2000)

"Respiro (quasi) da indipendente americano, alla Hal Hartley per intenderci, per l'opera terza di Matteo Garrone, dopo 'Terra di mezzo' e 'Ospiti'. La marginalità, stavolta, è quella del teatro off off, lo scenario resta Roma, ma quella multietnica di Piazza Vittorio. In primo piano Rossella Or, musa della scena alternativa anni '70, è 'quasi' se stessa in un film dove la rappresentazione coincide con la realtà programmaticamente e la metafora si insinua sottilmente. [...] E', da sempre, il discorso di Matteo Garrone che questa volta usa il documentario per descrivere un'estate romana che non ha niente di mitico. Da segnalare le musiche concettuali della Banda Osiris e l'ultima apparizione di Victor Cavallo, un attore-simbolo del cinema indipendente romano, purtroppo scomparso". (Cristiana Paternò, 'CinemaZip', 16 novembre 2000)

"[...] A partire da 'Il sorpasso', vengono in mente le commedie italiane ambientate nella Roma ferragostana o sui lidi laziali di tanti anni fa: ma solo per antitesi. Se i paesaggi di allora apparivano ben concreti e vitali i personaggi che li attraversavano, quelli di oggi sono potenziali fantasmi, a rischo continuo di svanire su uno sfondo ridotto a terra di nessuno. [...] La nostalgia è sullo sfondo, ma appena accennata e subito corretta dall'ironia. La stessa ironia che induce il regista a moderare il lirismo latente nel soggetto e nei personaggi apparentemente bizzarri ma con i quali a poco a poco impariamo a identificarci". (Roberto Nepoti, "La Repubblica", 22 novembre 2000).

"(...) In una scenografia naturale di bella originalità, una Roma 'impacchettata' in sonnacchiosa attesa del Giubileo, Matteo Garrone racconta una storia generazionale. Ma, questo il fatto strano, di un paio di generazioni fa. Al centro del film c'è infatti, con tutti i suoi vezzi d'epoca e moderni sbandamenti, l'attore da cantine anni Settanta, esplicitamente incarnato da uno dei miti del Teatro Beat 72, Rossella Or, per altro bravissima nel mettersi metaforicamente a nudo. Anche se il film è decisamente troppo 'di nicchia', resta brillante e simpatico, pieno di battute divertenti, situazioni surreali e una bella vena introspettiva e filosofica che però non ha nulla di pretenzioso". (Massimo Lusardi, 'Ciak', novembre 2000)
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