Ernesto

SPAGNA, GERMANIA, ITALIA - 1978
Nella Trieste del 1911, il 16enne Ernesto vive con la madre nella casa amministrata dagli zii e tutori Giovanni e Regina. Poco interessato allo studio del violino, molto supeficialmente di idee socialiste, ebreo di scarsa fede, Ernesto lavora in qualità di praticante di commercio presso Carlo Wilder, velleitario scrittore e venditore di farina all'ingrosso. Incaricato di tenere i conti e di dirigere gli operai al lavoro, il giovanottello fa amicizia con un facchino 28enne che non fatica molto a sedurlo e convincerlo a provare i piaceri omosessuali. Più per l'innata pigrizia che per fuggire a quel nuovo amico particolare, Ernesto si fa licenziare da Wilder. Ripreso lo studio del violino e il gusto per le compagnie borghesi, Ernesto in occasione di un concerto fa amicizia con Emilio Luzzato, un suo coetaneo e, improvvisatosi maestro, incomincia a frequentare la ricchissima famiglia ebrea. In casa Luzzato il nuovo venuto diviene pomo della discordia tra Emilio, detto Ilio, e la sorella gemella, Rachele. Passando al di sopra delle proprie contorte esperienze sessuali, stimolato dalla famiglia, felice di una così alta conquista, Ernesto finisce per legarsi a Rachele che gli verrà offerta in sposa.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Umberto Saba (Ed. Rizzoli)
  • Produzione: SILVIO CLEMENTELLI PER CLESI CINEMATOGRAFICA, MARCO TAMBURELLA PER CLIC (ROMA), JOSE' FRADE PROD. CIN.CAS (MADRID), ALBATROS FILMPRODUKTION (MONACO)
  • Distribuzione: TITANUS (1979) - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)
  • Vietato 14

NOTE

- ORSO D'ARGENTO COME MIGLIORE ATTORE A MICHELE PLACIDO AL FESTIVAL DI BERLINO 1979.

CRITICA

"Il romanzo 'Ernesto' di Umberto Saba (1883-1957) è stato pubblicato postumo. Filtrato attraverso le concezioni della 'sessualità' di un Salvatore Samperi (di cui già conosciamo 'Grazie zia', 'Malizia', 'Peccato veniale', 'Scandalo', 'Nenè') è con ogni probabilità assai distorto nello spirito, oltre che modificato nella trama. (...) Il film presenta personaggi collaterali pressoché gratuiti (la madre, il signor Wilder, il facchino, gli zii, l'intera famiglia Luzzato), delle ambientazioni solo figurativamente curate (la Trieste samperiana potrebbe benissimo essere una città siciliana con cameriere o cuginette 'disponibili' ai pruriti dell'adolescente), delle serie tematiche che qui risuonano con la fatuità del fuoco d'artificio (così il socialismo di cui Ernesto si riempie la bocca e l'ebraismo dei parenti)." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 86, 1979)
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