Divina creatura

ITALIA - 1975
Il duca Daniele di Bagnasco, giovane e brillante "leader" dell'alta società della Roma anni Venti, s'innamora di una ragazza di ceto sociale inferiore, Manuela, che ricambia la sua travolgente passione. Dopo qualche tempo però, viene riferito al duca che Manuela frequenta regolarmente una casa di appuntamenti. Daniele vi si precipita incredulo e vi trova la sua amante, serena e incosciente. Durante una scenata tempestosa, Manuela confessa di essere stata spinta sulla strada della perdizione da un uomo di cui non vuole fare il nome, ma ben presto Daniele scopre che si tratta di suo cugino Barra. Daniele si lascia convincere a stringere uno strano rapporto a tre di cui si illude di essere arbitro ma che, viceversa, lo trascina nel baratro. Manuela, infatti, dopo essere ricaduta sotto l'influenza malefica di Barra, nauseata, abbandona i due aristocratici despoti; e Daniele, disperato per i propri errori e per l'abbandono dell'amata, si uccide.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo "La divina fanciulla" di Luciano Zuccoli
  • Produzione: LUIGI SCATTINI E MARIO FERRARI PER FILMARPA
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO, MONDADORI VIDEO
  • Riedizione 2009 (102' DVD)

NOTE

- NASTRI D'ARGENTO 1976 PER MIGLIORE SCENOGRAFIA E COSTUMI.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 25.02.2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Patroni Griffi è regista disuguale. Affascinato, come sempre, dalle ambiguità sentimentali venate di pieghe crudeli, e da ambienti sociali putrescenti, stalvolta ha firmato un film di facciata, dove l'equivoco è più nei comportamenti che nei caratteri, e la denuncia ha modi convenzionali." (Giovanni Grazzini - 'Cinema '75').

"Patroni Griffi ha scoperto in Zuccoli perfino un vago femminismo avanti lettera e l'ha sottolineato, risparmiando alla protagonista la brutta fine che fa nel romanzo. (...) Ma il merito del regista, al di là di una cornice ambientale e musicale impeccabile, sta nell'aver rivisitato il suo autore con misurata ironia (...) e di averna storicizzato l'estenuata problematica sentimentale sospingendola sull'orlo del baratro fascista." (Tullio Kezich, 'Panorama', 6 novembre 1975)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy