CUORI AL VERDE

ITALIA - 1996
Sconosciuti tra loro, vivono in una grande città: la giovane Lucia fa la cameriera per mantenere l'inetto fidanzato Piero, che nutre aspirazioni musicali; Stefano, da poco laureato in filosofia, abbandonato dalla fidanzata, è alla vana ricerca di un impiego; il quarantenne Giulio, separato dalla moglie e dalla figlia quindicenne Rebecca, vede la sua concretezza di idraulico scontrarsi con le pretese intellettuali della sua amica Martina. Ingerita una dose di antidepressivi, Stefano si introduce nel furgone di Giulio, che lo porta all'ospedale e quindi, stimolato da un comprensivo medico, a casa. Lucia invece si trova improvvisamente senza fidanzato e con dieci milioni di debito in banca dopo che costui ha fatto un prelevamento disonesto. Mentre Giulio tenta di distrarre l'apatico Stefano portandolo sul lavoro, Lucia, licenziatasi per uno screzio col principale, ridotta allo stremo accetta le proposte del direttore della banca che le procura il primo di una serie di interessati finanziatori: un usuraio grassone. Stefano prende gusto al lavoro mentre Giulio, sempre più in crisi con Martina, la vede circuita dal sordido Emanuele. Lucia intanto guadagna molto denaro e mette su casa: ma poiché il lavabo del bagno perde, si rivolge a Stefano e Giulio che così la conoscono. Il primo, avendo dimenticato di mettere la stoppa alla guarnizione dello scarico, torna da lei e la invita ad uscire. Giulio intanto vede Lucia con un "cliente" e comprende così che tipo di "attività" svolge la giovane. Frattanto Stefano, entusiasta, invita lei ad assistere alla rappresentazione dell'opera L'elisir d'amore, ma la vista del direttore di banca che ammicca coi vicini rende furiosa Lucia. Invano Stefano le lascia messaggi telefonici. Anche Giulio deve prendere atto dell'addio di Martina: si scoraggia, né lo consola il regalo di compleanno della figlia Rebecca, e litiga con Stefano che si licenzia e cerca altri lavori. Ma l'amicizia è più forte, e Stefano consiglia Giulio sul come riconquistare Martina, mentre Lucia, dop
o un ripensamento, accetta l'amore di Stefano e decide di cambiare vita.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: RODEO DRIVE IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA VIDEO, MONDADORI VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1996

CRITICA

"Cuori al verde ha leggerezza di tocco, parla del "privato" con obbligatorie ovvietà ma fa volentieri accenni anche al "pubblico": la teenager da allevamento e il compito di diseducazione che la Tv si assume con tarocchi e indovine. Pene d'amore quindi, ma non solo; anche l'incubo del ferramenta, il gioco degli equivoci per cui mentre un uomo si carica inevitabilmente l'altro si scarica, un po' di satira tra l'uso del braccio e della mente (la tragicomica sfuriata agli operai), il sospetto della connivenza bancari-strozzini, oltre alle solite probabilità-imprevisti delle Jessiche belle di giorno. Vince però la divertente psicopatologia idraulica affidata al simpatico e personalissimo Gene Gnocchi, che sta con delicatezza a cavallo di due classi sociali e che il IV tomo dei classici della Letteratura Italiana di Asor Rosa, com'è noto, ha preferito a Sciascia, Savinio e Bontempelli. Ma nella commedia in cui si intravede la volgarità diffusa dei costumi, si agitano tutti con misura: Margherita Buy, con l'aria da bambina cui è andato male il compito in classe, è una spiritosa peccatrice esperta nel cambio di parrucche, e Giulio Scarpati, non da ora, è un perfetto ragazzo della porta accanto, ma nasconde sotto l'aspetto perbenino un saldo di angoscia contemporanea: nella storia si vanta di compagni di strada come Schopenhauer e Heidegger ma poi versa una furtiva lacrima per 'L'elisir d'amore', in una spiritosa serata omaggio a Donizetti cui è invitato il fior fiore dell'idraulica romana." (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 2/4/96)

"Sullo sfondo delle storie dei tre protagonisti, contrappuntate da 'L'elisir d'amore' di Donizetti, sta la realtà quotidiana, vista con leggerezza ma incisività: melting pot, strozzini arroganti, impiegati di banca infedeli che si vendono informazioni riservate, karaoke, traffico soffocante, troppe pasticche. Magari molti trentenni si riconosceranno nei personaggi o nella canzone di Daniele Silvestri, lamento comico dell'incompreso solitario/ 'I feel so solo / dans ce monde / because nobody / me comprend'."(La Stampa, Lietta Tornabuoni, 2/4/96)
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