Criminali da strapazzo

Small Time Crooks

USA - 2000
Criminali da strapazzo
Ray Winkler è un piccolo truffatore con grandi sogni. Reclutata sua moglie e qualche altro compagno di sventura, lascia il suo lavoro di lavapiatti e apre un negozio di dolci vicino a una banca. Mentre sua moglie lavora al negozio, lui e la sua piccola corte dei miracoli lavorano negli scantinati per introdursi nella banca. La ricchezza gli piove addosso da una direzione inaspettata e si realizzano appieno i suoi sogni ma...
  • Altri titoli:
    Woody Allen Spring Project 1999
    Woody Allen Summer Project 1999
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85) TECHNICOLOR
  • Produzione: DREAMWORKS PRODUCTIONS, HELEN ROBIN PER SWEETLAND FILMS
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 57° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2000).

CRITICA

"Non accadeva da tempo: pubblico e critica americana uniti nell'osannare l'ultima pellicola di Woody Allen. Dopo le recenti commedie sulla nevrosi - protagonisti uno scrittore, un giornalista e un chitarrista letteralmente a pezzi - i cui esiti in patria sono stati piuttosto fallimentari nonostante l'ampio impiego di luminose star, Allen torna alle atmosfere leggere di 'Prendi i soldi e scappa' e ad un genere di umorismo meno sofisticato". ('Ciak', agosto 2000)

"Con il suo trentesimo film (il conto è giusto?), alla media di uno all'anno, Woody Allen si prende una vacanza dai bersagli alti, dai morality plays in forma di commedia, dai percorsi nella nostalgia, torna alle origini, ai tempi di 'Prendi i soldi e scappa', 'Bananas', 'Il dormiglione', e ci dà una commedia che vuole essere divertente (senza pudore) piena di gag (anche vecchiotte), di belle battute (e di battute facili)". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 7 settembre 2000)

"'Criminali da strapazzo' fa ridere, però rischia di deludere i fan duri e puri di Allen, che sembra regredito agli albori del proprio cinema. Woody appare invecchiato. Proprio lui, che nella fase più ispirata della carriera ne aveva da vendere, non riesce più a esprimere novità o idee originali. Qui tutto (...) è già visto e un po' scontato. Strapazzato e rinsecchito, anche l'Allen attore ha l'aria stanca (...). Neppure le situazioni più efficaci vanno esenti da una certa prevedibilità. A meno che non si tratti di una crisi d'ispirazione accuratamente premeditata". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 dicembre 2000)

"Ridere si ride, eccome. Però stavolta Woody va un pochino 'a programma'. Ma grado il solito jazz al posto giusto, la foto smaltata di Zhao Fei, le citazioni di vecchie e amatissimi film, si accontenta di sparare battute a raffica portando la drammaturgia in zona sit-com. Anche se per una volta si concede non una ma ben due grandi 'spalle' femminili. I duetti con Tracey Ullmann, moglie raggirata dall'arrampicatore Hugh Grant, e la cugina scema Elaine May valgono da soli il film". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 dicembre 2000)

"Che festa è un nuovo film di Woody Allen, che torna alla farsa del suo primo periodo e offre anzi una doppia farsa. 'Fa conversazione e non parlare' è una delle battute della commedia semplice e divertente". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 dicembre 2000)
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