Cosmonauta

ITALIA - 2009
2/5
Cosmonauta
Luciana ha 15 anni ed è comunista da quando era bambina. E' stato suo fratello maggiore Arturo, fissato con l'Unione Sovietica e la conquista dello spazio, a trasmetterle la passione per la politica. Ed è nella sezione locale della FIGC che Luciana fa tutte le esperienze fondamentali nella vita. Tuttavia lei è troppo impulsiva e spregiudicata, anche per i suoi compagni di partito e si troverà a scontrarsi con il sessismo e i pregiudizi degli altri. Suo fratello Arturo, un tempo sempre presente, a causa di una malattia non sarà più lo stesso, ma Luciana troverà comunque la forza dentro di sé - e nell'ammirazione per la prima donna cosmonauta, Valentina Tereshkova - per andare avanti...
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: FANDANGO
  • Data uscita 11 Settembre 2009

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
1957: mentre la cagnetta Laika va in orbita con i sovietici, la piccola Luciana scappa dalla Prima Comunione: "Io là non ci torno, perché sono comunista!".
E' l'educazione politico-sentimentale del(la) giovane militante il cuore dell'esordio di Susanna Nicchiarelli, Cosmonauta, targato Fandango e vincitore del Controcampo veneziano. "Un'epoca finita: svanite quelle passioni politiche, scomparsa la nazione che contendeva il primato agli Usa, dimenticati i nomi di quei primi cosmonauti", commenta la "figlioccia" di Moretti, che si è affidata a volti noti (il patrigno fascista Sergio Rubini e la mamma succube Claudia Pandolfi, entrambi convincenti) ed esordienti assoluti, quale l'indomita protagonista Miriam Raschillà.
Sulle "musiche d'epoca" di Max Casacci e Gatto Ciliegia, l'impegno proletario, il sessismo dei compagni e… una spaziale nostalgia per un esordio senza infamia e con qualche lode, che rischia di farsi prendere le immagini dalla stessa tristezza del periodo storico che rievoca. Altro che balle, qui spaziali sono i chiaroscuri (del sol) dell'avvenire...
Nota  a margine: la proiezione al Lido è preceduta dal corto d'animazione della stessa Nicchiarelli Sputnik 5, sulla prima missione spaziale sovietica con protagonisti cani, topi e insetti vari.

NOTE

- PREMIO COME MIGLIOR FILM ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO'.

- SUSANNA NICCHIARELLI E' STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO E AL NASTRO D'ARGENTO (2010) COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

- CLAUDIA PANDOLFI E' STATA CANDIDATA AL NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

Dalle note di regia: "La storia di Luciana mi è servita, come credo e spero, per raccontare un pezzo di storia del mio paese, un'epoca ormai dimenticata in cui la competizione tra due visioni del mondo divideva le nazioni e si giocava nell'orbita terrestre e nello spazio circostante il nostro pianeta. Ma la vicenda di Luciana dimostra anche qualcosa che va al di là dell'epoca in cui si svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso altrove, nell'appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi stessi. Per chi come me è cresciuto nell'epoca della fine delle ideologie è importante, infatti, poter capire come, anche ai tempi di Luciana, quando le ideologie c'erano ed erano ben consolidate, i giovani e i meno giovani non avessero affatto più certezze di oggi. Le delusioni di Luciana, di una ragazza che cresce e deve imparare ad accettare non soltanto la propria fragilità, ma soprattutto le debolezze e le mancanze di chi la circonda, dimostrano fino a che punto, in un modo o nell'altro, bisogna imparare a fare i conti con la sconfitta per poter davvero cominciare a crescere."

"In 'Cosmonauta', primo lungometraggio di Susanna Nicchiarelli, la vicenda è un poco fragile e slegata: ma sono importanti la sensibilità sentimentale, la capacità di ricreazione complessa di un tempo, l'abilità nella scelta della protagonista Miriana Raschillà. E anche nella scelta delle canzoni, per niente banale: 'Cuore matto' di Little Tony acquista un senso anche politico con la sua invocazione struggente: 'Dimmi la verità. La verità/ perché la verità/tu non l'hai detta mai'." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 4 settembre 2009)

"Esordio di una 34enne con humour fanciullesco e dottorato in filosofia alla Normale di Pisa, applaudito con calore anche dalla severa sala stampa, 'Cosmonauta' di Susanna Nicchiarelli è il primo caso della Mostra. Rinforzato da un corto a passo uno (figurine di plastilina tipo 'Wallace & Gromit') che è una pura delizia: (...) 'Cosmonauta' sorprende per lo humour, la libertà di tono, la leggerezza perfino eccessiva con cui fa del PCI epico anni 50-60 la tela di fondo per l'educazione sentimentale di una piccola ribelle del Trullo. Nella prima scena la vediamo togliersi l'abito della comunione e scappare dalla chiesa (la madre, Claudia Pandolfi: 'Perché mi fai questo? - Perché sono comunista!'). Poi Luciana cresce, sempre venerando la memoria del babbo militante, la mamma si risposa con un uomo di destra (Sergio Rubini), il fratello "ciccione" e fanatico di Gagarin si scopre epilettico, i compagni della sezione le rubano le idee ma a pomiciare portano borghesucce più sveglie. Il tutto sorretto da immagini di repertorio della dimenticata epopea spaziale sovietica che si fa metafora di purezza e illusioni giovanili. Anche se fra cover di canzoni d'epoca firmate Subsonica e assalti alla sede dei "traditori" del Psi per sfogare privati rancori, la Nicchiarelli qua e là bamboleggia un po' troppo per dare vera profondità alla sua Luciana (l'intonatissima Miriana Raschillà) e ai suoi problemi di 'reputazione', che invece personali non erano affatto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 06 settembre 2009)

"Epoca di utopie e rigorose sezioni comuniste nonostante le delusioni che, inevitabilmente, la politica regalerà, 'Cosmonauta' è anche storia intima, privata, supportata dal piglio comico di una ragazzina spregiudicata, decisa e bonariamente impulsiva alle prese con i turbamenti ideali e sentimentali della crescita." (Davide Turrini, 'Liberazione', 06 settembre 2009)

"Abbastanza fedele nella ricostruzione di un'epoca, 'Cosmonauta' non è naturalmente un film storico: non ne ha le pretese né il fine." (Stelio Solinas, 'Il Giornale', 06 settembre 2009)

"Buffo, colorato, assai furbo, con la protagonista Miriana Raschillà ben calata nella femminilità inconsapevole dell'epoca. Si esce contenti, senza neppure un graffio." (Piera Detassis, 'Panorama', 17 settembre 2009)
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