Cop Land

USA - 1997
Cop Land
Dopo una notte di lavoro a New York, l'agente Murray torna a Garrison, cittadina del New Jersey molto tranquilla e così affollata di poliziotti da essere soprannominata 'cop land'. Mentre attraversa il ponte, vede una macchina con due ragazzi a bordo che corre a tutta velocità, la raggiunge, viene minacciato con una pistola, reagisce, spara e l'auto si schianta contro un muro. Accorrono subito molti poliziotti e ben presto si capisce che Murray era stato minacciato con una falsa pistola. I colleghi, soprattutto Ray, il più autorevole, fanno finta allora che egli sia scomparso per evitare scandali con la stampa. Nella cittadina, lo sceriffo Freddy si limita a controllare il traffico e a redarguire i ragazzini: i poliziotti di fatto gli impediscono di svolgere il suo lavoro e lui, rimasto menomato dopo un incidente di anni prima, accetta rassegnato la situazione. Adesso però la scomparsa di Murray getta nuove ombre sul gruppo dei poliziotti. Freddy intuisce che può essere l'occasione per il suo riscatto, anche agli occhi di Liz, che lui ha sempre amato e però ha poi sposato un altro poliziotto. Si intestardisce e, infine, con l'aiuto dell'amico Gary, riesce a scoprire Murray vivo e a denunciare la cosa a Moe Tilden, investigatore della polizia. Adesso i poliziotti avranno meno potere a Garrison.
  • Altri titoli:
    CopLand
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, TECHNICOLOR
  • Produzione: ACROSS THE RIVER PRODUCTIONS, MIRAMAX FILMS, WOODS ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: MIRAMAX INTERNATIONAL NEX YORK - CECCHI GORI DISTRIBUZIONE - CECCHI GORI HOME VIDEO.

NOTE

SEZIONE MEZZANOTTE VENEZIA 1997.

CRITICA

"...Un bel poliziesco d'atmosfere e di gesti, notturno e avvelenato...". (Emanuela Martini - Film TV)

"Quasi un western urbano, se si vuole, perché quella Garrison di fantasia, anche se collocata a due passi da New York, non è molto diversa, per abitudini, rituali e vicende da una cittadina del vecchio West. Il regista James Mangold, però, apprezzato l'altr'anno per un'opera prima piuttosto seria, 'Dolly's Restaurant', pur privilegiando l'azione tute le volte che serviva è anche riuscito a suscitarvi attorno un'ambientazione e dei caratteri degni quasi tutti di una certa considerazione." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 26 ottobre 1997)

"Più che discreto poliziesco, imparentato sia con il western sia con il dramma, per tacere della tiepida parentesi sentimentale, dove l'ingrassato Sylvester Stallone si libera finalmente del personaggio di 'Rambo'. E senza dover esibire a ogni istante i muscoli, mostra perfino qualche goccia di talento. Anche se resta lontanissimo da Harvey Keitel e Bob De Niro". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 1 novembre 2001)
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