Come ammazzare il capo ...e vivere felici

Horrible Bosses

USA - 2011
Come ammazzare il capo ...e vivere felici
Complice un bicchierino di troppo e i consigli di un ex galeotto, gli amici Nick, Dale e Kurt decidono di eliminare i rispettivi capi, ritenuti responsabili di intralciare la felicità nelle loro vite. Infatti, l'aspirante manager Nick lavora 12 ore al giorno subendo le angherie del suo folle superiore Harken, sperando nella meritata promozione che, di fatto, non arriverà mai; l'igienista dentale Dale deve difendersi dalle insistenti avances della Dottoressa Julia Harris; il contabile Kurt deve vedersela, invece, con l'irragionevole e irresponsabile erede del signor Pellit, il nuovo proprietario dell'azienda per cui lavora. Tuttavia, anche il più infallibile dei piani potrebbe non andare a buon fine...
  • Altri titoli:
    Comment tuer son boss
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION GENESIS HD CAMERA, VIDEO, 2K/HDCAM SR (1080P/24), 35 MM /D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: NEW LINE CINEMA, RAT ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 17 Agosto 2011

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CRITICA

"Scritto e diretto con l'energia e la spericolatezza di una sitcom molto media, 'Come ammazzare il capo... e vivere felici' ('Horribile Bosses') è un guilty pleasure così radicato nell'umore da recessione economica che ci circonda che il suo botteghino americano ha superato i centodieci milioni di dollari di incassi senza sforzo, come se fosse un film di supereoi o una commedia per teen agers. (...) Quello a cui la perfidia viene più naturale è ovviamente Kevin Spacey, che aveva già incarnato un mostro simile nel 1994 in 'Il prezzo di Hollywood' ('Swimming with Sharks'), e qui emana la tranquilla nonchalance di chi sta interpretando se stesso. Essendo i tre eroi tre vili pasticcioni, il complotto per ammazzare non può che risolversi in una catena progressiva di equivoci e incidenti. Nel corso di questo tamponamento a catena, durante il quale ci si diverte abbastanza, il piacere maggiore viene dagli attori che - in un'intimità un po' sitcom, ma di qualità - riescono a inventarsi humor e tempo comico in un contesto quasi totalmente sprovvisto di entrambi." (Giulia D'Angelo Vallan, 'Il Manifesto', 19 agosto 2011)

"Piacerà agli ammiratori della farsa scatenata, con le puttanate, i colpi di scena, i tempi frenetici, la noncuranza per ogni verosimiglianza. Qualcosa come 'Una notte da leoni' trasferita nel mondo degli yuppies vicino alla quarantina. Il pubblico di cui sopra è servito bene, il divertimento è continuo, nonostante il terzetto dei bamba (Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis) non sia poi eccezionale (la scena comunque da mandare a memoria e raccontare al bar è quella del dentista che salva la vita alla sua vittima designata prendendolo a fendenti sul petto). Ma per mettere in moto la macchina del divertimento bastano gli 'Horrible Bosses' (titolo originale). Un irriconoscibile Colin Farrell (il cocainomane), una poco riconoscibile Jennifer Aniston (ma che coscione che esibisce, chi le avrebbe immaginate?) un riconoscibilissimo Kevin Spacey. Che con la faccia e la recitazione che ha può rendere plausibilissima anche la più efferata cattiveria." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 agosto 2011)

"Dopo la sequela di imitatori di Judd Apatow, autore di commedie socially incorrect, ecco arrivare quella di Todd Phillips, il regista di 'Una notte da leoni': fra questi c'è Seth Gordon, regista di sitcom televisive intelligenti e di spassose commedie demenziali. Qui si cimenta con una trama praticamente identica a quella di 'C'è chi dice no' di Giambattista Avellino (e, molto prima, di 'Delitto per delitto' e 'Getta la mamma dai treno', entrambi infatti esplicitamente citati nel film). (...) Il film si lascia vedere e a far ridere sono soprattutto gli orribili boss interpretati da Kevin Spacey, Jennifer Aniston e un irriconoscibile Colin Farrell. La Aniston poi dà il meglio di sé in un ruolo sboccatissimo e davvero inconciliabile con la sua immagine di fidanzatina d'America." ('Europa', 20 agosto 2011)
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