Colpita da improvviso benessere

ITALIA - 1975
Colpita da improvviso benessere
Concessionaria di un banco di pesce ai Mercati generali a Roma, Betty Mancini convive con l'anarchico Luiso Malerba, nemico non soltanto della borghesia e del lusso, ma anche del lavoro. Figlia di un macellaio di dubbia onestà, con cui è in rotta ma del quale apprezza i metodi per far quattrini, Betty si arrabatta, invece, per conquistarsi proprio quei beni che Luiso disprezza. E non solo fatica da mane a sera, ma si indebita, corrompendo con generose "bustarelle" funzionari comunali e direttori di orfanotrofi, truffando i colleghi e, infine, vendendo pesce di incerta freschezza. Riesce così, a comperarsi una lussuosa cella frigorifera, a foderare di "moquette" i pavimenti di casa, minacciando la supremazia del rivale Fernando Proietti. Poi, all'improvviso la caduta: vuoi perché il Proietti reagisce abbassando i prezzi del suo pesce a un livello che la donna non può sostenere; vuoi perché l'onestissimo Ispettore sanitario, del quale è diventata l'amante, non accetta di tenerle banco, Betty deve rinunciare ai Mercati generali e accontentarsi di un modesto banco a Campo de' Fiori.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR
  • Produzione: CARLO PONTI PER COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION
  • Distribuzione: GOLD - SURF FILM - GENERAL VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- RIPRESE ESTERNE EFFETTUATE A ROMA E A NAPOLI.

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 2000

CRITICA

"Nei limiti impostigli dal genere brillante, mette molte pulci nell'orecchio e disegna con buona approssimazione, su uno sfondo concitato e pittoresco, una figura in cui si esprime la solitudine della donna nel mondo moderno, tentata di affrancarsi con la sua spregiudicata furbizia dalle servitù che le impone la società maschile ma avviata a farsi schiava del consumismo." (Giovanni Grazzini, "Corriere della Sera", 15 maggio 1976)

"La regia di Giraldi ha il merito di raccontare la storia con un certo ritmo, ma perde il fondale, pure importante, di una Roma che finisce per fare solo la comparsa." (C.R. "Il Giorno". 15 maggio 1976)
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