Bar Giuseppe

ITALIA - 2019
3/5
Bar Giuseppe
Giuseppe è un uomo di poche parole: nei suoi silenzi c'è molto da decifrare, per lui contano più le mani che la bocca, più il lavoro che le parole. Giuseppe ha coraggio: corre il rischio del pettegolezzo e accoglie in sposa una profuga in esilio. Giuseppe è un lavoratore, che accetta di essere contro un paesino dal pensare comune. Il mondo talvolta è pessimo. Ma c'è anche gente buona. Giuseppe è uno dei rappresentanti di questa gente.
  • Altri titoli:
    Bar Joseph
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MANUELA CACCIAMANI PER ONE MORE PICTURES, RAI CINEMA

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Giuseppe è proprietario di un bar e di una stazione di servizio in mezzo al nulla. Rimasto improvvisamente vedovo, cerca qualcuno che possa aiutarlo ma è incapace di decidere chi perché ai colloqui vorrebbe assumere chiunque. È fatto così, silenzioso e poco espansivo ma capace di provare empatia con gli altri essere umani. La scelta ricadrà su Bikira, giovanissima arrivata dall’Africa. Pian piano i due si innamorano, e nonostante  la ragazza riveli di essere incinta Giuseppe, dopo un primo momento di sconcerto, l’accoglie a braccia aperte.

 

Se la storia ricorda da vicino la potente novella di Maria e Giuseppe, è proprio perché senza nascondersi Base ha voluto guardare ai Vangeli per costruire una moderna parabola di accoglienza. Bikira non è altro che una delle tante donne che fuggono dall’Africa nella speranza di un futuro migliore e Giuseppe siamo noi, purtroppo non sempre così aperti. Quest’uomo avanti con gli anni invece trova il coraggio e soprattutto l’amore per farlo,  incurante dello scandalo e dei figli che vorrebbero decidere della sua vita.

 

Ma se c’è qualcosa in grado di scuotere le coscienze è proprio lo scandalo come quello portato da Gesù, le cui  parole e azioni tendevano a indicare la strada della salvezza. Giuseppe il barista da scandalo, ma salva Bikira e con essa chi le è sorella o fratello, madre o padre. Indica, insomma, l’unica strada possibile nell’accoglienza. Che implica anche l’accettazione del figlio della ragazza, il cui padre è ignoto.

 

Giulio Base cerca e trova la giusta misura nei silenzi di Ivano Marescotti, nella solare eppure pacata bellezza dei Virginia Diop, nella descrizione delle figure di contorno, nella astratta rappresentazione di una periferia rurale, negli spazi del borgo senza tempo. Scelte precise per offrire una riflessione significativa sulla famiglia oggi, sul dolore di essere migranti, sulla difficoltà di aprire le braccia. Giuseppe si interroga e risponde nell’unico modo possibile, cioè decidendo di percorrere un sentiero che è per pochi illuminati dall’amore, mentre dovrebbe esserlo per tutti.

NOTE

- PRESENTATO ALLA XIV EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2019) | SELEZIONE 'RIFLESSI'.

- PRODUTTORE ESECUTIVO: GENNARO COPPOLA.

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO REGIONE PUGLIA, UNIONE EUROPEA, POR PUGLIA FESR-FSE, FONDAZIONE APULIA FILM COMMISSION, CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO, FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- DISPONIBILE IN ESCLUSIVA SU RAIPLAY, DAL 28 MAGGIO 2020.
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