Asterix e Obelix contro Cesare

Astérix et Obélix contre César

FRANCIA, GERMANIA, ITALIA - 1999
Asterix e Obelix contro Cesare
Nel 50 a.C. la Gallia viene occupata dalle truppe di Giulio Cesare. Gli unici a resistere all'invasione sono gli abitanti di un piccolo villaggio in una zona imprecisata della Bretagna: sono galli indomabili che decidono di organizzarsi per respingere l'assalto del nemico. A capo dell'impresa vengono designati Asterix e Obelix. L'idea è quella di ricreare una pozione segreta che rende invincibili. Ma l'indovino Prolix mette Asterix contro Obelix e ruba il tesoro. Tutti i piani allora saltano. Mentre Panoramix, il capo, viene rapito dai romani, Cesare fa arrestare Detritus, che voleva prenderne il posto. Ma lui si allea con Obelix, rovescia la situazione e fa prigioniero Cesare per consegnarlo ai ribelli. Intanto Asterix ritorna in sè e si mette di nuovo a fianco di Obelix. Quando tutti convergono sul villaggio, Cesare offre a Panoramix di mettersi tutti insieme a trattare la pace. Asterix, Obelix e gli altri bevono il latte di unicorno, si sdoppiano, ristabilendo così l'esattezza delle cose. Dopo una girandola di equivoci e indecisioni, il villaggio resta indipendente. Tutti felici, anche se Obelix ha dovuto rinunciare alla vera e amata Falbala.
  • Altri titoli:
    Astérix et Obélix
    Asterix & Obelix vs. Caesar
    Asterix and Obelix Take on Caesar
    Asterix & Obelix contro Cesare
    Asterix & Obelix gegen Caesar
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: fumetti di René Goscinny e Albert Uderzo
  • Produzione: CLAUDE BERRI PER KATHARINA, RENN PRODUCTIONS, TF1 FILM PRODUCTION, DIETER FRANK PER BAVARIA ENTERTAINMENT, MELAMPO CINEMATOGRAFICA, IN COLLABORAZIONE CON CANAL +, CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA
  • Distribuzione: CECCHI GORI (1999) - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- OPERATORE: YVES AGOSTINI.

CRITICA

"Si ride poco. Sarà perché la storiella arranca tra tutti quei trucchi ottici, faticando a trovare gli agganci satirici all'oggi, pur dichiarati da Zidi, e sfilacciandosi nell'uso di un romanesco maccheronico che a fumetti rendeva meglio. (...) Benigni che si sdoppia un pò alla carlona andando spesso fuori sincrono è sempre lui". (Michele Anselmi, 'l'Unità', 17 ottobre 1999).

"Tra soldati romani che saltano come birilli, cariche di corpaccioni irsuti che tutto demoliscono e travolgono, melopee spaccatimpani, allucinazioni, clonazioni, frotte di bestiacce, si evidenziano solo le mangiate pantagrueliche di Depardieu, le guittagini di Benigni e gli occhi blu di Laetitia Casta". (Marcello Garofalo, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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