Asterix alle Olimpiadi

Astérix aux jeux olympiques

SPAGNA, GERMANIA, FRANCIA - 2008
Asterix alle Olimpiadi
Per riportare una vittoria ai Giochi Olimpici e permettere al giovane Alafolix di sposare la principessa Irina, Astérix e Obélix dovranno affrontare il machiavellico Bruto, figlio di Giulio Cesare, durante le Olimpiadi.
  • Altri titoli:
    Asterix at the Olympic Games
    Asterix ai Giochi Olimpici
    Asterix bei den Olympischen Spielen
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: racconto illustrato di René Goscinny e Albert Uderzo
  • Produzione: LA PETITE REINE, CANAL+, PATHÉ, CANAL+, MOTION INVESTMENT GROUP, SOROLLA FILMS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 8 Febbraio 2008

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Non per gloria, ma per amore. La vittoria ai giochi olimpici indetti dal re greco Stressikos significa una cosa sola per il Gallo Alafolix e per l'erede di Cesare, Bruto: convolare a nozze con la bella principessa Irina. Fragilino il primo, debosciato il secondo, nessuno dei due può seriamente pensare di farcela. Ma l'intervento di Asterix e Obelix da una parte, e il ricorso ad ogni genere di scorrettezza dall'altra, sbaraglieranno uno ad uno i concorrenti trasformando la competizione in una partita a due. Per il terzo adattamento cinematografico del fumetto di Goscinny e Uderzo, Thomas Langmann - produttore e regista insieme a Forestier - ha scelto l'album "più visivo e spettacolare" nel tentativo di coniugare l'appeal dei personaggi alla magnificenza del kolossal, la passione sportiva ai toni della commedia. Salvo poi dimenticarsi di dare coerenza all'insieme e un'anima al progetto. Così Asterix alle olimpiadi - il film record del cinema francese con i suoi quasi 80 milioni di euro di budget - si rivela un innocuo contenitore di gag e parodie spuntate, degne del burlesque. Il desiderio di realizzare un prodotto che potesse andar bene per molti - piccoli, grandi e aficionados della saga - finisce per scontentare tutti, con un canovaccio indeciso tra l'ironia bonaria, la comicità triviale e il gioco cinefilo dei rimandi (Cyrano, Spartacus, Ben Hur, tra i tanti). La narrazione viaggia su un triplo binario - la tenzone amorosa per conquistare Irina, il complesso edipico nella relazione tra Bruto e Cesare, la sfida olimpica - ma deraglia indecisa su quale seguire fino in fondo. Che si tratti poi di una direzione a quattro mani è difficile crederlo: la regia latita, le idee scarseggiano, il cast sprecato. Alain Delon che prende in giro se stesso e i propri trascorsi cinematografici (da Rocco e i suoi fratelli a Il Gattopardo

CRITICA

"Asterix cambia faccia. Poteva scegliere meglio. Da Christian Clavier a Clovis Cornillac abbiamo perso in simpatia, bravura e adesione fisiognomica al personaggio. (...) Il primo film di Asterix era dolcissimo (c'era un buon Roberto Benigni), il secondo in Egitto simpaticamente fuori di testa (c'era una prodigiosa Monica Bellucci) mentre questo terzo è un'accozzaglia di gag mal riuscite (ci sono Luca e Paolo) della durata infinita di 116 minuti. Una maratona a confronto è una passeggiata. Ad Asterix non fai caso per via dell'evanescente Cornillac ed ecco che tutto è sulle spalle dell'Obelix di Gerard Depardieu, sempre meraviglioso. Ma il cinema è gioco di squadra e da solo, anche un genio come Depardieu, non può vincere le olimpiadi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 8 febbraio 2008)

"La terza puntata delle avventure di Asterix è la più costosa: lo sproposito di 180 milioni di euro. Il risultato è una goliardata senza freni, un rimando al cinema di ogni tempo con stile da Bagaglino. Il solo con i tempi comici è Benoit Poelvoorde, il belga che impersona con ammirevole accanimento Bruto. Patetico Depardieu: il suo Obelix è un querulo personaggio di contorno, come lo stesso Asterix, emarginato anche per la pochezza del nuovo interprete: Clovis Cornillac. (...) Infine Alain Delon nel ruolo di Cesare: mostra più dei suoi 72 anni e si limita a un fiero cipiglio, con l'ausilio di occhi miracolosamente azzurri e vivi. Un po' poco." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 8 febbraio 2008)

"Il gioco non decolla anche perché la vera impresa olimpionica è cavare un'espressione a Schumi e persino a Gérad Depardieu - Obelix recita dichiaratamente per i soldi, annoiatissimo. Si salva solo la performance autoironica del narcisista Cesare-Delon che culmina in un monologo citazionista: 'Cesare non invecchia, matura. E' un gattopardo, non deve niente a nessuno, né a 'Rocco e suoi fratelli' né al 'Clan dei siciliani''. Dopo questo sforzo, lo script precipita. Peccato non se ne siano accorti in tempo i nostri Luca Bizzarri e Paolo Kessissoglu, due giudici corrotti senza gag credibili." (Piera Detassis, 'Panorama', 14 febbraio 2008)
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